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UN FARMACISTA PERSONALE (terza parte) di Bruno Ciaramella

UN FARMACISTA PERSONALE (terza parte) di Bruno Ciaramella
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Le continue urgenze/emergenze cui deve far fronte la parte volontaria della mente (nel precedente post accennavo ai problemi di parcheggio, litigi, contrarietà sul lavoro ecc.) impediscono un ritorno ad una condizione di riposo ed equilibrio.

E’ come dire che si è sempre in battaglia!

Infatti, le reazioni di stress regolarmente dovrebbero attivarsi molto raramente in occasione di pericolo. Il corpo dovrebbe trovarsi la maggior parte delle volte in uno STATO DI RILASSAMENTO.

Un tempo il sistema di stress si attivava quando un nostro progenitore veniva attaccato da un orso ma poi se ne stava giorni e giorni vicino al fuoco o a raccogliere semi e il suo corpo era in uno stato di rilassamento
Nella vita moderna viviamo in una condizione di “modalità di sopravvivenza” continua dove la parte più antica del nostro cervello interpreta come “orsi minacciosi” le contrarietà quotidiane come il litigi, le incomprensioni, il traffico, le bollette da pagare ecc.
La mente cosciente sa che è solo un’emozione ma il cervello antico pensa che siamo sotto attacco e quindi attiva i sistemi ormonali per preservare la nostra incolumità: la famigerata risposta “lotta o fuggi”

Solo che questa lotta non finisce mai, non trova riposo, è continua, cronica, per cui viviamo in uno stato di stress cronico, senza pausa e il corpo non ha mai tempo per rilassarsi e tornare al suo naturale equilibrio di calma.
In questi casi l’energia dell’organismo viene in gran parte canalizzata per gestire queste urgenze sottraendola alle funzioni basilari del corpo come far crescere e riparare le cellule, ottimizzare il sistema immunitario e quello endocrino: come conseguenza il sistema immunitario ed endocrino si indeboliscono.

In altri termini Il corpo, in condizioni di stress cronico, è come un paese il cui l’80% delle risorse è destinato alla difesa e non resta nulla per le attività ordinarie come la luce pubblica, la rete idrica, le scuole, le biblioteche, manutenzione delle strade, industrie e così via.
Come dire che se il nostro farmacista è troppo impegnato a preparare cocktail chimici per darci soddisfazione perché siamo stressati, arrabbiati, impauriti, frustrati ecc… non avrà tempo per occuparsi dei processi biologici basilari del corpo come per esempio mantenere le arterie pulite, gli anticorpi in ordine, gli organi endocrini in efficienza …

Cosa succede quando i sistemi vitali dell’organismo, quello immunitario ed endocrino in particolare, non possono essere tenuti in continua manutenzione perché non ci sono sufficienti risorse?

Si scatenano: ansia, depressione, problemi digestivi, perdita di memoria, insonnia ipertensione, malattie cardiache, ictus, ulcera, malattie reumatiche, accelerazione dell’invecchiamento, allergie, dolore fisico, stanchezza cronica, infertilità, impotenza, asma, squilibri ormonali, eruzioni cutanee, caduta dei capelli ecc. ecc.
Nessun organismo in natura è progettato per sopportare gli effetti a lungo termine dello stress.

La cosa preoccupante è che siamo capaci di innescare la risposta da stress anche solo con il pensiero come quando siamo preoccupati per qualcosa del futuro o restiamo ancorati a qualcosa che è successa nel passato.

Come fare per trovare un equilibrio in questo stile di vita?

Esistono diverse strategie che fondamentalmente si ispirano agli stessi principi.
Io ne sottolineo due:
1- imparare a comunicare con l’inconscio: più facile che a dirsi che a farsi in quanto la parte conscia ed inconscia della mente utilizzano codici di comunicazione e linguaggio diversi. Quindi occorre imparare il giusto codice di comunicazione.
2- portare consapevolezza nel presente staccando i pensieri ossessivi che ci proiettano nel futuro o ci incastrano nel passato.

Le tecniche, scientificamente dimostrate (oramai esiste una letteratura sterminata sull’argomento) sono quelle che acquietano la mente, fanno zittire il mormorio interno e accrescono la consapevolezza nel presente:
– Meditazione
– Autoipnosi
– Yoga
– Thai-chi
– Mindfulness
– Training autogeno
– Tecniche di rilassamento
– Ecc. ecc.

Lo so cosa state pensando, è quello che pensavo anche io all’inizio prima di documentarmi seriamente e soprattutto sperimentarle!
Queste sono tecniche scientifiche, non sono vaneggiamenti new age o scimmiottamenti di filosofie orientali, sono tecniche scientificamente validate come la gastroscopia o l’ecografia.
Se abbiamo difficoltà ad accoglierle come tali è perchè siamo culturalmente impreparati o, se volete, arretrati rispetto a questi argomenti e, anche se la letteratura scientifica internazionale è piena di evidenze in loro favore, c’è una grande resistenza al loro accoglimento nella pratica clinica.

Io mi auguro che trovino spazio quanto prima perché molte delle malattie di oggi non nascono da un’aggressione del corpo proveniente dall’esterno ma per una fragilità del corpo per suoi processi interni.

Ritrovare un equilibrio mentale ed emozionale rende il corpo molto più resistente di fronte agli attacchi esterni ed interni.

Ma di questo ne parlerò prossimamente.

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