Il punto fondamentale nei processi di auto-guarigione è “l’atteggiamento” mentale: quello più efficace è credere, desiderare, attendersi che accada proprio quella cosa voluta.
Questo tipo di atteggiamento mentale E’ CAPACE (e ci sono moltissimi studi a dimostrarlo) di modificare la chimica del corpo fino ad agire sui geni delle proprie cellule, disattivando quelli che causano le malattie e attivando quelli che presiedono alla guarigione. Purtroppo può avvenire anche il contrario con un atteggiamento mentale negativo.
A questo punto scatta la domanda: “Se è sufficiente voler guarire e abbiamo tutto dentro di noi quello che occorre per stare bene, PERCHÉ NON SIAMO CAPACI DI GUARIRE A COMANDO?”
La risposta è: “Perché abbiamo dimenticato come si comunica con la mente inconscia”.
La civilizzazione, poi vi dirò anche il perché, ci ha portati ad una grave forma di analfabetismo con questa parte di noi stessi che è assolutamente prevalente nei processi mentali.
Infatti, mentre la parte cosciente/volontaria della mente rappresenta solo il 5% di tutto il potenziale mentale, ben il 95% è rappresentato dall’inconscio!
In pratica sfruttiamo solo il 5% della nostra mente… un po’ come accade con computer e smartphone: compriamo modelli ultimo grido per sfruttarne solo il 5% delle potenzialità!
In che modo ci ammaliamo utilizzando male i processi mentali?
Occorre fare un passo indietro… seguitemi, ne vale la pena.
Pensate un attimo a come trascorrete un giorno qualsiasi… anzi, provo ad indovinare!
I giorni scorrono inesorabili lungo uno stato di stress cronico, perenne, in cui la mente volontaria è continuamente occupata nella gestione di “urgenze”: scontri sul lavoro, incomprensioni in famiglia, perennemente in ritardo, il parcheggio che non si trova ecc. ecc.… sicché tutta la nostra attività mentale è concentrata e polarizzata nelle incombenze quotidiane sopprimendo il dialogo con l’inconscio.
Non solo, essendo la parte cosciente/volontaria della mente impegnata a risolvere le continue sfide del vivere quotidiano, deleghiamo tutte le altre cose, routinarie e non urgenti, all’inconscio che non è altro che un INSIEME DI PROGRAMMI PRECONFIGURATI, PREINSTALLATI E ACCUMULATI nel corso della nostra vita.
In altri termini, l’inconscio è quella parte della nostra attività mentale che attiva in automatico dei comportamenti standardizzati, in risposta ai vari eventi della vita, finalizzati a PROTEGGERCI e a darci PIACERE .
Il guaio è che l’inconscio non ha il concetto del tempo (che è una funzione superiore propria della mente conscia) e pertanto non si pone affatto il problema se quel comportamento che ci fa adottare in automatico, per darci piacere o per proteggerci, nel lungo periodo si RITORCE CONTRO DI NOI.
L’’inconscio è un PILOTA AUTOMATICO che in base al disagio emozionale individuato attiva il file corrispondente:
arrivo a casa stressato? Apro istintivamente il frigo e mangio
Mi sento avvilito per la bolletta arrivata? Prendo la sigaretta e la fumo
Mi sento frustrato perché non sono realizzato sul lavoro? Bevo il grappino….
Mi fa adottare questi comportamenti automatici perché nel corso degli anni ha sperimentato che così facendo riesce a farci stare meglio, riesce cioè a darci sollievo… il problema è che stiamo meglio in quel momento ma alla lunga si hanno problemi… ingrasso, mi ammalo ai polmoni, posso diventare alcolizzato ecc.
Ora, dicevo, questi programmi vengono attivati in automatico: basta un pensiero, un’emozione, una sensazione per innescare una cascata di eventi corrispondenti… proprio come avviare il file exe di un computer: il nostro farmacista interno individuato il disagio prepara subito un cocktail di sostanze chimiche adatto al programma richiesto.
IL PUNTO STA NEL DIRE ALL’INCONSCIO IL COCKTAIL DI CUI ABBIAMO BISOGNO!
Come si fa?
Prima di rispondere a questa domanda devo farvi riflettere su un altro meccanismo molto importante nel rapporto mente conscia/inconscia.
Un aspetto importantissimo, il più importante, capito questo concetto capirete perché ci ammaliamo.
Ora però ho abusato troppo della vostra pazienza.
Riprenderò l’argomento in un prossimo post.
A presto
dott. Bruno Ciaramella internista e nutrizionista
(Foto da web Aimentazione e Ben-Essere)
