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Crollo cimitero, l’opposizione “Comune si costituisca parte civile”

Crollo cimitero, l’opposizione “Comune si costituisca parte civile”
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“Sulla tragedia del “crollo del Lotto Longo” del cimitero di Sant’Agata de’ Goti, siamo stati in doveroso e rispettoso silenzio istituzionale fino ad oggi, in attesa delle varie attività in itinere e attendendo, sempre per correttezza istituzionale, la convocazione di un Consiglio comunale dedicato e doveroso, da noi già formalmente richiesto il 19 Gennaio”.
Esordisce così nota dei gruppi consiliari di opposizione del Comune di Sant’Agata de’ Goti.
“In occasione del Consiglio comunale relativo a tale disastroso avvenimento – proseguono – dovranno essere forniti a tutti, nessuno escluso, i dettagli sulla tragedia del “crollo del Lotto Longo” del cimitero di Sant’Agata de’ Goti.
Ad onor del vero, per quanto ci riguarda, tutto già documentato, con atti pubblici, e noto a tutti grazie anche ai canali di comunicazione, sebbene restiamo in attesa di ricevere riscontro di altra documentazione richiesta formalmente.
Sarà, però, certamente un dovere di chi di competenza, fornire, non solo a noi ma a tutta la Comunità, un quadro completo di quanto fatto e non fatto, di cosa scritto, segnalato e riscontrato, di quanto denunciato.

LA NOTA DI PD E DEI GOTI

Un quadro completo utile anche al tentativo di qualcuno, neanche troppo velato, di far “apparire” il tutto quasi come un risultato positivo “di attivismo” per la Comunità di Sant’Agata de’Goti, devastata e ancora scossa dal dolore  e dall’inquietudine per quanto avvenuto.
Un quadro completo sarà altrettanto utile per scalfire il muro di quell’indifferenza nella quale da tempo, troppo tempo, “distrattamente” non è stato affrontato l’argomento che avrebbe potuto evitare tutto questo.
E per evitare che si approdi ad una “tragicomica ed assurda” ricostruzione dei fatti, ci impegniamo anche a proporre al Consiglio comunale specifico deliberato sulla costituzione di parte civile del Comune per l’evento determinatosi.

Evitiamo che si arrivi all’assurdo che “si è stati  tutti uguali”, che “nessuno ha fatto nulla”, perché così non è stato!
Ognuno svolge la propria funzione, per mandato popolare, ed è giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità, evitando che la nostra Città – la conclusione – ormai troppo martoriata dalla “indifferenza e negligenza”, subisca oltre al danno anche la beffa”.

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