Un albero per ricordare il sacrificio dei cittadini montesarchiesi spirati a causa del Covid. E’ questa l’iniziativa che verrà intrapresa a Montesarchio e, in particolare, nell’area prossima alla Torre. L’idea nasce da un cittadino, Pasquale Crisci, figura già attiva nel volontariato. Pochi pensieri lanciati sui social ed il “seme” che è stato colto dalle Istituzioni. Come sembrerebbe, infatti, Comune di Montesarchio, nella persona dell’assessore Annalisa Clemente, ed Ente Parco regionale del Taburno Camposauro avrebbero condiviso il senso del “progetto”. Pertanto, una pianta – donata dall’Ente montano – sarà interrata per ciascuno di quanti, dal 20 febbraio ad oggi, ha perso la vita a causa del Covid. Con la pianta che, ulteriore elemento, sarà adottata dai parenti del deceduto con la facoltà, da parte di quest’ultimi, di apporre all’arbusto una medaglietta recante il nome del congiunto scomparso. “L’attuale evolversi del contagio, nell’immediato – fa presente lo stesso Pasquale Crisci attraverso la personale interfaccia social – non rende possibile la programmazione di alcuna pubblica manifestazione che, si assicura, sarà tenuta appena il presente, momentaneo impedimento avrà termine. Gli interessati alla piantumazione dell’ulivo, nel frattempo – incalza il medesimo – mi potranno comunicare le generalità del parente cui vorranno dedicare l’ulivo e sarà cura dello scrivente comunicare loro, con lo stesso mezzo, la data in cui si terrà la cerimonia di ricordo di tali vittime”. “E’ un modo per tenerli ancora in vita – commenta Crisci – Penso alla solitudine con la quale hanno dovuto affrontare la fase della malattia e quella estrema della morte”. Sono otto le persone di Montesarchio che hanno perso la vita nelle corsie di ospedale. Gli alberi sulla Torre rappresenteranno un simbolico modo per rinnovarne la memoria, per “ripagare”, con un semplice sguardo ed un pensiero, la sofferenza di chi non c’è più e quella delle rispettive famiglie.
