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“Comportamenti riprovevoli”, Valentino attacca maggioranza

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Nota stampa Carmine Valentino

“Ho dovuto formalizzare al Presidente del Consiglio comunale e, per il suo tramite, alla Conferenza dei Capigruppo, al Segretario comunale del Comune di Sant’Agata de’ Goti e, doverosamente in conoscenza, al Prefetto di Benevento, una missiva in relazione al mancato rispetto dei termini normativi e statutari delle “Linee programmatiche del mandato”.
Sono stato costretto, ancora una volta, nella mia qualità di Consigliere comunale, a dover censurare e denunciare comportamenti riprovevoli, non rispettosi dello Statuto comunale, lesivi delle prerogative e funzioni del consigliere comunale.
Riassumo brevemente i fatti nello specifico: con atto notificato il 26/11/2020 è pervenuta la convocazione per il prossimo Consiglio comunale, con iscritto all’ordine del giorno anche le “Linee programmatiche
del mandato”, atto politicamente e amministrativamente rilevante. Dall’albo pretorio comunale (on line) si legge che, con atto di giunta comunale n. 83 del 18/11/2020 in corso di pubblicazione dal 24/11/2020 al 09/12/2020, esecutiva solo (!) dal 04/12/2020, è stata adottata la delibera relativa alle “Linee programmatiche del mandato”.
Nel testo del deliberato il sindaco e la Giunta richiamano esplicitamente, ed in assolvimento, l’articolo 46 , comma 3 del Decreto legislativo 267/2000, e l’articolo 12 dello Statuto comunale, contravvenendo nei fatti alla relativa conseguente procedura e osservanza, il tutto verificatosi già fuori termine massimo previsto proprio dagli stessi riferimenti statutari.
Infatti, come si evince dall’articolo 12 dello Statuto comunale il sindaco è tenuto a svolgere (comma 1, dell’articolo 12 dello Statuto comunale) tale adempimento procedurale entro complessivi 45 giorni dal primo Consiglio comunale.
E, più precisamente, era tenuto ad adempiere, entro il termine del 30esimo giorno dallo svolgimento della prima seduta consiliare (di insediamento), alla trasmissione delle “Linee programmatiche del mandato”, quindi entro l’8 Novembre, al Presidente del Consiglio comunale (cosa non avvenuta) e quest’ultimo, a sua volta, avrebbe dovuto provvedere alla immediata pubblicazione dell’atto all’Albo pretorio ed il contestuale invio dello stesso al domicilio eletto di ciascun consigliere, convocando apposita seduta consiliare, da tenersi nei successivi quindici giorni: il tutto doveva concretizzarsi, e tenersi , entro il termine del 23 Novembre!
Ma tutto questo non è avvenuto.
Ancora una volta si è dovuto segnalare e documentare, ormai come da grave consolidata prassi, comportamenti che ledono e delegittimano i ruoli istituzionali e, nel contempo, impediscono lo svolgimento delle proprie funzioni secondo il rispetto delle norme statutarie e regolamentari.
Perseverando si rischia seriamente di consolidare nel tempo un non metodo, che anche in un recente passato ha rischiato diventare un metodo. Terremo alta la guardia a chi “tende” a voler utilizzare il non metodo come metodo.”

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