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Cervinara. A tutti i volti nuovi che parteciperanno a questa sfida elettorale

Cervinara. A tutti i volti nuovi che parteciperanno a questa sfida elettorale
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A TUTTI I VOLTI NUOVI CHE PARTECIPERANNO A QUESTA SFIDA
ELETTORALE.
C’è una nebbia sottile che avvolge Cervinara, e non è quella che scende dai monti nelle mattine d’inverno. È una cortina di polvere antica, sollevata da passi che calpestano lo stesso selciato da trent’anni, disegnando sempre lo stesso perimetro. La politica locale somiglia ormai a un vecchio carillon
stonato: la musica stride, ma le statuine continuano a girare, sempre le stesse, in un valzer stanco che ha perso il ritmo della vita vera.

Osserviamo i manifesti pronti a essere incollati e leggiamo i nomi che circolano nei sussurri di piazza. Sono i nomi di ieri, dell’altro ieri, di un passato che non vuole farsi storia perché pretende di restare presente. Ci sono candidati che hanno governato per decenni, altri che non sono mai stati eletti
ma che, come attori non protagonisti in cerca di una ribalta eterna, continuano a ripresentarsi identici a se stessi.
È il gioco degli scacchi giocato al buio del “Velo di Maya”.
Liste tenute segrete fino all’ultimo respiro del 25 aprile, programmi che sono fogli bianchi pronti a essere riempiti di promesse last-minute. Si nascondono i nomi per non svelare i tradimenti; si celano i volti per non mostrare che sono gli stessi che, cinque anni prima, giuravano di non potersi nemmeno guardare
negli occhi. Passano da una parte all’altra della scacchiera in cerca di un “posto blindato”, abbandonando lungo la strada la coerenza e, purtroppo, il nostro paese.
Eppure, in questo panorama di nebbia e tatticismi, si avverte un fremito nuovo, una scossa di dignità che squarcia il velo dell’ipocrisia.
È l’azione del movimento Free Cervinara, che ha deciso di non partecipare a questo degradante mercato del silenzio. Mentre altri mercanteggiano nomi e poltrone nelle stanze chiuse, Free Cervinara è già in strada, tra la gente, con il coraggio della trasparenza.
C’è qualcosa di profondamente poetico e rivoluzionario nella loro scelta di anticipare la candidatura con largo anticipo. È un atto di rispetto verso il cittadino, un modo per dire: “Noi non abbiamo nulla da nascondere, noi siamo qui per essere giudicati”. La loro è una freschezza che profuma di
libertà, una novità che spaventa chi ha sempre vissuto di accordi presi all’ultimo minuto. È la dimostrazione che si può fare politica senza aspettare il 25 aprile per mostrare la propria faccia, che si può avere una visione che non scade all’alba del giorno dopo le elezioni.
Mentre i soliti noti studiano il “colpo di teatro”, Cervinara muore di silenzio. Lo vedi nelle serrande abbassate e lo senti nel vuoto lasciato dai nostri giovani, che caricano sogni su treni che portano lontano. Trent’anni di amministrazioni che si sono date il cambio hanno prodotto solo spopolamento e abbandono.
Basta con il “voto all’amico”, con quel debito di riconoscenza che incatena il futuro. Cervinara non ha bisogno di scaltrezza, ma di cultura; non di
professionisti del consenso, ma di cuori vibranti. C’è bisogno di una linfa nuova, di giovani che abbiano il coraggio dell’inesperienza, perché l’inesperienza è l’unico terreno dove può ancora germogliare l’onestà.
A voi di Free Cervinara e a tutti i volti nuovi che si affacciano per la prima
volta a questa sfida, diciamo: non fatevi spegnere.
Siate la voce che rompe l’incantesimo del carillon. Portate la vostra vivacità, la vostra rabbia composta, la vostra voglia di bellezza. Cervinara è un paese che aspetta di essere riamato da chi non l’ha ancora deluso.
Il futuro non si chiede in prestito; si riprende con la forza di un nome nuovo che non ha paura della luce del sole. Il tempo dei giochi fatti di nascosto è finito.
Il tempo di Cervinara deve ancora cominciare.
Avv. Luigi Amatiello

conservatorio