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Ipm Airola, detenuti sfasciano cella e aggrediscono agenti

Ipm Airola, detenuti sfasciano cella e aggrediscono agenti
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Ancora una giornata da dimenticare presso l’Ipm di Airola. Ennesima giornata scandita da violenza e nuove difficoltà per il personale di Polizia penitenziaria in forza presso la struttura caudina. “Lunedì – fanno presente dal Sindacato Sappe attraverso il vicecoordinatore regionale per il settore minorile della Campania Sabatino De Rosa – si è vissuta ieri una vera e propria giornata di follia all’interno del carcere minorile. Oramai non si hanno più parole per definire lo sbando a cui sono destinati i poliziotti penitenziari di Airola. Due detenuti nordafricani – spiega l’esponente – hanno completamente distrutto una cella e aggredito tre unità di Polizia penitenziaria. I due erano in isolamento sanitario perché affetti da scabbia (patologia altamente infettiva che qualcuno arrivò persino a negare fosse presente nel carcere!): uno dei due, dopo la visita di controllo, veniva giudicato guarito e, quindi, poteva rientrare in comunità, ma questi andava in escandescenza perché non voleva lasciare il compagno ed entrambi iniziavano, insieme, a sfasciare tavolo e sedie presenti in cella e provvedevano a procurarsi autonomamente dei tagli sulle braccia in segno di protesta.

I FATTI

Successivamente, nel primo pomeriggio, i due, servendosi di un comodino, iniziavano a colpire violentemente la blindo della loro cella, causando anche la caduta di calcinacci. Subito veniva allertato tutto il personale di Polizia penitenziaria in servizio che, congiuntamente al Comandante di Reparto, raggiungeva la cella oggetto dei disordini”. Ma tanto non bastava per ricondurre i due ristretti a migliori consigli. “I due detenuti non placavano la propria furia – spiega in merito De Rosa – e iniziavano a lanciare contro i poliziotti intervenuti tutto ciò che si trovavano tra le mani, al punto da colpire con un pezzo di legno alcuni agenti e con cocci di porcellana recuperati dalla rottura dei servizi igienici tentavano di colpire e quindi ferire tutti i presenti sul posto. Durante le concitate fasi di ripristino dell’ordine e della sicurezza interna dell’Ipm, uno dei due detenuti si autolesionava procurandosi tagli sul braccio con l’utilizzo proprio di alcuni cocci di porcellana renendosi necessario allertare i medici del 118. Con quest’ultimi che, giunti sul posto, provvedevano a prestare le dovute e necessarie cure mediche sia si detenuti che ai poliziotti feriti che venivano poi successivamente accompagnati al nosocomio più vicino ottenendo diversi giorni di prognosi”. “Il Sappe – prosegue e conclude De Rosa – esprime vicinanza ai poliziotti feriti, rivolge un plauso a tutti quelli intervenuti e dice basta a queste continue assegnazioni di detenuti presso il carcere minorile sannita, ormai prossimo alla chiusura per i lavori di ristrutturazione previsti per il prossimo mese di Marzo. La struttura non permette più al personale di Polizia penitenziaria di lavorare rispettando almeno i criteri minimi di sicurezza e non è accettabile che si continuino a disporre assegnazioni di detenuti ad Airola. Non è accettabile che, pur di assegnare questi due detenuti (provenienti dall’Ipm di Torino), si sia permesso di far affrontare loro un volo di linea a contatto con altri civili pur sapendo che fossero già affetti da scabbia”.

LE PAROLE DI CAPECE

“Non passa giorno che non si verificano aggressioni nei confronti della Polizia penitenziaria che presta servizio nelle carceri per adulti e minori della Campania – commenta a sua volta Donato Capece, Segretario generale della Sigla – che esprime la solidarietà del primo Sindacato del Corpo al Reparto sannita della Polizia penitenziaria. Siamo sconcertati dall’assenza di provvedimenti in merito contro chi si rende responsabile di queste inaccettabili violenze, determinando quasi un effetto emulazione per gli altri ristretti violenti. Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, così come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno. Va fatta, inevitabilmente, un’attenta analisi di quanto sta accadendo nella giustizia minorile”

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