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Bonea, l’aggressione al parroco: De Nitto “socialmente pericoloso”

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Tino De Nitto, secondo la perizia di parte, risulta essere socialmente pericoloso nonché, con riferimento al momento del “fatto” contestatogli, incapace di intendere e di volere.
Queste le conclusioni cui è approdato il consulente incaricato dal Tribunale di tracciare la perizia psichiatrica del 49enne di Bonea e che, ora, finiranno sul tavolo del Sostituto Procuratore del Tribunale di Benevento per le decisioni finali.
Ora come ora, quindi, sulla base delle valutazioni del professionista, De Nitto è incompatibile con un regime di detenzione carceraria.
Chi è De Nitto?
Passato contraddistinto dalle dipendenze, De Nitto aveva sempre avuto una condotta solitaria ma mai violenta.
Fino a quando, nel mese di Giugno, aveva dato vita a prime incandescenze inveendo, nella medesima mattinata, prima contro un dipendente comunale e poi contro quelli del vicino ufficio postale.
Motivi futili alla base degli attacchi verbali che avevano portato ad allertare le Forze dell’Ordine.
Che, giunte sul posto, avevano accompagnato l’uomo in Caserma e qui, sottoposto a perquisizione, beccato con un’ascia nello zaino – fortunatamente non utilizzata.
Collocato ai domiciliari, l’uomo si era allontanato dalla sede eletta – dove vive con l’anziana madre.
Ma non è tutto.
Ad Agosto l’attacco folle al parroco, preso immotivatamente a pugni e “salvato” solo dalla presenza di un collaboratore parrocchiale che, di fatto, si era immolato – attirando l’attenzione su di se – pur di risparmiare ulteriori colpi a don Alfonso Lapati.
Ora, però, il necessario approfondimento sulla persona al fine di comprendere quale possa essere la misura maggiormente adeguata ad un tentativo di recupero della persona.

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