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Il personaggio. Francesco Maria Rubano in trincea per Puglianello

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Puglianello, con circa 1400 abitanti, sorge nella media Valle del Volturno, ai piedi della valle titernina, cittadina centrale della valle Telesina, a sud del fiume Titerno. Alla guida di questo affascinante Borgo un sindaco giovane: Francesco Maria Rubano classe 1988 di professione Consulente legale. Primo cittadino di Puglianello dal 27 maggio 2019 dopo una reggenza sindacale di 8 mesi svoltasi a causa del decesso del suo sindaco.
Nelle elezioni successive alla reggenza ha vinto contro una larga intesa registrando un consenso storico pari al 65.2%. Nelle consultazioni precedenti fu definito il Re delle preferenze per aver raccolto su di se oltre 450 voti personali pari al 50% dei consensi tributati alla lista di appartenenza . Nel 2017 è stato eletto consigliere provinciale, più votato tra i sindaci candidati nella coalizione. Ha ricoperto per l’intero mandato l’incarico di vice presidente, con le seguenti deleghe: ordine e sicurezza pubblica, attuazione programma di governo e relazioni istituzionali.
Successivamente: lavori pubblici , politiche energetiche. Nelle elezioni provinciali del 2019, nonostante le pressioni di Mastella e Di Maria, scelse di servire a tempo pieno la sua comunità onorando e garantendo la continuità dell’operato tracciato dal sindaco Tonino Bartone, scomparso a causa di una fulminante malattia dopo 3 mesi dalla sua ultima elezione avvenuta a giugno 2018. Ultimamente, come tanti dei suoi colleghi sindaci, sta onorando nel migliore dei modi la fascia tricolore in questa fase emergenziale per contrastare il Coronavirus. L’amore per la sua terra è palpabile e riesce a mettere in campo tutta la competenza e la grinta necessaria soprattuto in questo momenti critici. Protagonista nell’ultimo periodo di alcune scelte che lo hanno portato agli onori della cronaca. Non ultima la decisione di sbarrare le strade secondarie di accesso al paese e lasciando solo 2 arterie di accesso. Una soluzione per controllare tutti gli ingressi e le uscite dalla comunità. Cosa ancora da sottolineare è che lo troviamo spesso per strada con i suoi 7 consiglieri di maggioranza e i due componenti esterni della giunta, a controllare il territorio visto la mancanza di vigili urbani. Ma non solo: impegnati sul campo anche per la consegna dei beni di prima necessita e medicinali ai loro cittadini.
L’imperativo è: evitare l’arrivo del Covid-19 nel territorio del piccolo centro Sannita. Lo abbiamo contattato per qualche domanda e per conoscerlo meglio.

Un sindaco e la sua amministrazione non in trincea ma sul campo di battaglia contro il nemico mondiale. Come un padre che si prende cura dei suoi figli? Seppure io sia anagraficamente giovane, avverto su di me tutto il peso e le responsabilità che un sindaco deve avere in un momento grave e difficile come questo. I sindaci dei piccoli comuni poi, sono obbligati ad assumere la funzione di padri di famiglia proprio come lei ha rimarcato. Non ho ancora avuto il dono di esser padre anche perché non sono sposato. Quindi, in tutta onestà, non so dire se sto interpretando fino in fondo la funzione sindacale alla stregua di un pater familias. Di una cosa sono certo però: sto dando tutto me stesso per non far mancare nulla alla mia comunità in questo momento di grande crisi e di forte incertezza.

Ha chiuso le strade secondarie del paese e siete direttamente impegnati a controllare gli accessi principali per mancanza di Vigili Urbani. Una iniziativa necessaria?
Non ho agenti di ruolo nel corpo di Polizia Municipale. Purtroppo posso contare su una sola unità in convenzione con un altro comune e che in base al contratto presenzia solo due mezze giornate nell’arco della settimana. Con l’emergenza in corso, poi, non riesce a garantire un necessario supporto a causa di urgenze concomitanti su ambedue i territori dove opera. Aggiungo pure che la caserma dei Carabinieri del comune di Amorosi, competente territorialmente anche per Puglianello, ha a disposizione una sola pattuglia. L’Arma sta gestendo l’emergenza in due comuni fornendo un grandissimo apporto, ma anche loro sono alle prese con delle difficoltà oggettive e pertanto non posso pretendere di più. Vincoli normativi assurdi mi vietano l’assunzione, anche temporanea e in fase di emergenza, di unità di Polizia Locale. Non posso nemmeno istituire un nucleo di Protezione Civile attuando poteri di urgenza. E a quel punto, trovandomi senza alternative, mi sono chiesto: che faccio? Scendo in campo in prima persona insieme a tutta l’amministrazione comunale, esponendoci anche ai rischi del momento. I cittadini neppure un anno fa ci hanno consegnato un mandato basato sulla fiducia, tributandoci un plebiscito in termini di consenso. Non potevamo restarcene tranquillamente nelle nostre case senza far nulla per preservare i nostri confini e salvaguardare la salute dei nostri cittadini.

Domenica mattina ha pensato di salutare i suoi concittadini girando per le strade del paese con la una canzone: quale e perché?

“Si può dare di più” cantata negli anni ‘90 dal trio Tozzi, Morandi e Ruggeri. Ancora oggi viene ritenuto “inno alla solidarietà” e allora riscosse tanto successo. Nei cittadini chiusi in casa ormai da tante settimane, nel leggere notizie sempre più impressionanti sta prevalendo uno stato di tensione mista ad incertezza. Allontanati dal calore umano e rassegati a prorogare questa condizione di assordante isolamento. Mi sono immedesimato in loro, e per questo ho voluto rivolgergli la mia buona Domenica, lanciandogli un messaggio attraverso la musica e il testo, per scaldargli i cuori e rassicurare le loro coscienze sulle note di queste toccanti parole: “Perché la guerra, la carestia Non sono scene viste in TV E non puoi dire lascia che sia Perché ne avresti un po’ colpa anche tu Si può dare di più perché è dentro di noi Si può osare di più senza essere eroi Come fare non so non lo sai neanche tu Ma di certo si può dare di più Perché il tempo va sulle nostre vite Rubando i minuti di un’eternità… la la la la “ Mi sono emozionato anch’io nel vedere gente affacciata dai balconi, finestre e portoni con occhi lucidi per ricambiare il mio saluto sincero.

I suoi cittadini stanno dimostrando grande senso civico. Apprezzano il suo impegno quotidiano e battagliero?
Per discrezione e correttezza, preferisco non rispondere. Non sono abituato ad attribuirmi meriti o ad autoincensarmi. Io agisco, la gente valuta le mie azioni. E’ una domanda che va rivolta direttamente a loro.

I sindaci delle piccole comunità spesso sono abbandonati al loro destino. C’è qualche richiesta che non ha avuto risposte in questo periodo di emergenza?

Ho trovato vicinanza da parte del Prefetto Cappetta e dei vertici delle Forze dell’Ordine, come pure nel presidente dell’Anci, Carlo Marino, e qualche altro. Ho provveduto ad inoltrare delle richieste di sostegno, ma ritengo difficile che si riesca a trovare soluzioni immediate in questa crisi senza precedenti. Dovremo accontentarci di quello che ci passerà il Governo ed essere capaci di gestire quelle risorse che ci verranno destinate. E poi dovremo essere bravi e virtuosi nel reperire e intercettare altri tipi di fondi per consentire all’economia del paese di riprendersi in tempi brevi una volta che tuto sarà finito. Ci stiamo già attrezzando per questo, la nostra programmazione amministrativa non si è fermata neppure in questo periodo: molti progetti sono già stati varati, altri sono in itinere. Nonostante la emergenza non abbiamo rallentato l’azione amministrativa per mantenere gli impegni sottoscritti con i cittadini. Ci ritroviamo travolti da un evento simile alla guerra, forse anche peggiore perché in questo caso il nemico è invisibile. Per educazione familiare e stile politico, non sono abituato a montare polemiche. Discuteremo in un momento successivo su cosa non ha funzionato nei vertici dello Stato; ci sarà tempo per confrontarsi sugli errori commessi. In momenti così delicati ci si rimbocca le maniche e si cerca di camminare con le proprie gambe, si pensa con la propria mente e si agisce con la forza della propria volontà. Si procede con la schiena dritta e si prendono decisioni con caparbietà, nel nome di un popolo che ti ha consegnato l’onore e la responsabilità di governare. Ho una meravigliosa squadra amministrativa che mi affianca, persone perbene, volenterose, capaci: siamo avvezzi a parlare con i fatti, senza promettere ciò che non possiamo realizzare illudendo le persone. L’unico giuramento che mi sento di fare, a nome anche dei miei amici di avventura, è quello di servire i nostri concittadini profondendo il massimo impegno, operando con determinazione e sensibilità allo stesso tempo. Usciremo da questa situazione più forti e uniti di prima, ne sono convinto.

Caro sindaco, con la sua storia ci teniamo a ringraziare Lei e tutti i suoi colleghi che non stanno dormendo sonni tranquilli per salvaguardare le proprie comunità. Ha ragione: ci sarà tempo per fare polemiche, ora è tempo di agire per il bene di tutti!

@gianfrancomarchese

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