Non si era mai verificato nella storia di Sant’Agata de’ Goti. Il Comune santagatese è, da questa sera, in dissesto finanziario. Il Consiglio comunale, presente al voto la sola maggioranza (ha disertato anche il gruppo facente capo ad Alfonso Ciervo), ha acceso il disco verde all’unica strada che, di fatto, era rimasta praticabile.
E’ fallimento, quindi, con tutte le conseguenze che a questa condizione sono legate quali tasse al massimo per i cittadini (in verità, per i santagatesi già lo erano…) e servizi ridotti all’essenziale.
Il dissesto viene a conclusione di dieci anni di Amministrazione targata Carmine Valentino e ad una manciata di mesi dal voto per il rinnovo del parlamentino. Un momento che, però, il sindaco santagatese – nonostante il certo non straordinario sviluppo – annuncia di non temere “Sebbene non ricandidato sindaco, sarò ugualmente presente in prima fila”. Quindi il dito puntato a chi in aula non c’è (la minoranza) “Si è persa una nuova occasione di confronto”.
Al di la delle parole delle varie parti, però, e dell’inevitabile gioco delle parti, la sostanza è e resta che l’Ente, non riuscendo a far fronte alla massa di debiti, ha dovuto arrendersi alla certo non felice condizione.
Una pagina nuova che si apre per il paese. Un punto di nuova partenza – dopo la debacle – o una condanna a tempo indeterminato in chiave di sviluppo di una intera Comunità?
