Un consuntivo delle attività svolte nel 2018: questo quanto ci trasmette la dimensione buccianese di Africa Mission, riferimento guidato da Giuseppe Ciambriello, anche numero due nazionale del sodalizio
Il nostro lavoro di cooperazione allo sviluppo vuole essere una risposta organizzata alle necessità quotidiane della persona che incontriamo nel bisogno, nella consapevolezza che ogni intervento materiale, per quanto efficace, necessita sempre di un’apertura a Dio che è il solo che può aiutaci a creare percorsi di fiducia dell’uomo nell’uomo.
L’Uganda si trova ad affrontare un periodo complesso: vi sono grandi possibilità di crescita economica, ma esiste il rischio reale che tali opportunità accrescano il divario fra i pochi ricchi e i tanti poveri e rendano difficoltoso e a volte persino pericoloso il lavoro di tutte le organizzazioni umanitarie.
Tutte le nostre attività costituiscono un unico grande progetto, quello di “AFRICA MISSION“, che si concretizza nell’essere vicino alla persona che soffre per aiutarla a realizzare la propria vocazione e costruire insieme un mondo più giusto. Ecco perché ogni intervento tende a favorire la partecipazione, accrescere le conoscenze, creare nuove opportunità e superare le discriminazioni, coinvolgendo le famiglie, i giovani e le donne.
IN ITALIA
Durante il 2018 sono state oltre 100 le iniziative di sensibilizzazione e promozione delle attività solidali portate avanti dalle 5 sedi distaccate e dai 20 gruppi di sostegno sparsi sull’intero territorio nazionale.
Da mettere in evidenza le attività svolte con le scuole, primarie e secondari, il progetto di scambio con il Sud del mondo “Vieni e Vedi” nel 2018 ha visto l’adesione di 12 ragazzi italiani partiti per l’Uganda. É proseguita l’esperienza del Servizio Civile nazionale con la conclusione in novembre dell’esperienza per 2 ragazze in Italia e 5 in Uganda.
I progetti di sensibilizzazione che hanno coinvolto tutta la cittadinanza sono il Convegno annuale alla 44esima edizione svoltasi ad Assi.
Sono state realizzate due campagne di sensibilizzazione “Abbiamo riso per una cosa seria”, promossa da Focsiv, e “Run for Water, Run for Life”, in collaborazione con Venice Marathon, nonché una campagna di raccolta fondi “Dai più gusto alla solidarietà”, e l’allestimento di oltre 100 stand all’interno di fiere, manifestazioni locali. Per quanto riguarda la comunicazione, nel 2018 sono stati numerosi gli articoli pubblicati su testate locali e nazionali in cui si è parlato di Africa Mission, notevole è stata l’attività sui social (Facebook, Twitter, Istagram), è stata mantenuta la newsletter mensile (più tre invii speciali) e pubblicati 4 numeri del giornalino “Anche tu insieme” oltre al calendario 2018.
IN UGANDA
Nel 2018 la nostra associazione è stata impegnata nella realizzazione di 12 progetti, raggiungendo oltre 100.000 beneficiari. I collaboratori che hanno reso possibili tali progetti sono molti: 160 tra italiani e locali, a cui si sommano numerosi visitatori ospitati in Uganda, 12 ragazzi partecipanti dal programma “Vieni e Vedi” e 10 aderenti ai “Viaggi missionari”.
– Nel settore acqua sono stati realizzati 4 progetti in Uganda, due dei quali legati alle attività storiche di perforazione e riabilitazione di pozzi. Nel 2018 si è concluso ufficialmente il programma triennale firmato a fine 2014 con la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che ha portato alla perforazione di 60 nuovi pozzi, 300 interventi di riabilitazione pozzi non funzionanti e attività legate alla formazione di meccanici di pompa. Nel 2018 abbiamo perforato 17 nuovi pozzi.
– Nel settore sanità Cooperazione e Sviluppo ha garantito a Loputuk e Tapac la manutenzione degli immobili e il finanziamento degli stipendi del personale medico non coperti dal governo locale.
– Nel settore socio-educativo sono 6 i progetti realizzati. Il Centro Giovani “Don Vittorio” ha ospitato molte attività, dallo sport a iniziative artistico-educative, che hanno coinvolto un gran numero di giovani. Nello specifico sono 600 i bambini che hanno partecipato al torneo delle scuole primarie.
Importantissimi per i ragazzi i seminari bisettimanali tenuti da professionisti su tematiche sensibili ai cambiamenti sociali del Karamoja che hanno coinvolto 300 ragazzini.
In tale contesto è stato ideato il progetto “Child Protection”, finanziato da Unicef, che ha l’obiettivo di salvare i bambini da situazioni di sfruttamento, facilitando il loro ritorno in un ambiente sicuro con l’ausilio di seminari di sensibilizzazione e laboratori ludico-educativi.
Si sono conclusi a fine anno due progetti triennali, il primo finanziato da ICCO (Inter Church organization for development Cooperation) con l’obiettivo di contribuire alla riduzione dei bambini e delle famiglie karimojong che vivono per strada, accogliendo e reintegrando presso le comunità di appartenenza. Il secondo ha riguardato la creazione del centro di formazione finanziato da ENALBEL all’interno delle strutture di AM-CS, oltre 100 giovani sono stati formati direttamente presso il centro e seguiti poi nella fase d’avviamento professionale.
L’associazione si è poi impegnata per mantenere anche per il 2018 il servizio fornito alla comunità dalla stazione radio “Voice of Karamoja” creata nel 2014 per parlare delle problematiche relative alla vita quotidiana. Tale progetto ha visto la collaborazione della diocesi di Kotido. Il suo obbiettivo è quello di agire sulla resilienza della popolazione locale, rafforzando le capacità di adattamento al fine di prevenire i rischi dovuti ai cambiamenti climatici nella regione.
La stazione ha raggiunto 1.200.000 persone tra comunità rurali e urbane nei 7 distretti del Karamoja arrivando a coprire le sotto regioni confinanti di Teso, Lanko, Turkana, Acholi e del Sud Sudan; secondo la ricerca IPSOS sull’ascolto delle radio in Karamoja sono stati 40.000 i beneficiari diretti.
In ultimo, AM-CS anche nel 2018 ha portato avanti il progetto iniziato nel 2015 focalizzato sul fenomeno della Mutilazione Genitale Femminile, anch’esso promosso dall’UE e UNICEF. L’operato consiste nella promozione dei processi di sensibilizzazione, prevenzione ed eradicazione del fenomeno, fornendo sostegno adeguato alle giovani in situazioni di violenza.
Importantissimo è stato anche il lavoro svolto dalla scuola dell’infanzia: La casa della piccola Giraffa, che si inscrive all’interno del progetto Centro Giovani come approccio alla prima infanzia e stimolo alla crescita delle nuove generazioni Karimojong. Nell’anno 2018: è stata frequentata da 116 bambini: Baby class, 3 anni (45 bambini); Middle class, 4 anni (41 bambini); Top class, 5 anni (30 bambini);
– Nel settore agricolo-zootecnico a luglio 2018 ha preso avvio il progetto denominato: “Nutrire di cibo e conoscenze le comunità dei distretti di Moroto e Napak”, di cui è capofila Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo, ed è finanziato per il 80,68% dal Governo Italiano attraverso l’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e coinvolge sia partner locali sia importanti partner italiani, tra i quali Medici con l’Africa Cuamm di Padova, storica ONG italiana tra le più importanti nell’ambito sanitario, che realizzerà la componente sanitaria del progetto, e come consulenti la Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università Cattolica di Piacenza, Informatici senza Frontiere (ISF) e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer.
La regione ugandese interessata dal progetto è quella della Karamoja. È un progetto complesso che, nei tre anni di durata, prevede un impegno finanziario totale di 1.477.001 euro, di cui 1.170.000 a carico dell’AICS e 307.001 a carico di AMCS e Cuamm. Il suo obiettivo generale è quello analizzare gli stati di sicurezza alimentare della regione e l’obiettivo specifico è quello di incrementare disponibilità di cibo nutriente e favorire l’adozione di buone pratiche igienico-sanitarie, nutrizionali e agricole. La collaborazione fra Africa Mission e l’Università Cattolica ha preso avvio con la prima missione ricognitiva avvenuta tra il 16 e il 26 luglio 2018 dal prof. Giuseppe Bertoni, dal prof. Vincenzo Tabaglio e dal dottorando Andrea Minardi. «Il progetto coinvolgerà circa 7 mila persone in tre anni. Le 2.450 famiglie locali destinatarie della formazione realizzeranno 425 orti di villaggio e, a loro volta, si impegneranno a trasmettere le loro conoscenze ai vicini, in modo da permettere una maggiore diffusione delle nozioni apprese».
È proseguito per tutto il 2018 il lavoro della Scuola di formazione e agribusiness che ha coinvolto oltre 310 giovani (50% ragazze) tra i 16 e i 30 anni provenienti dalla zona di Lira, nel nord dell’Uganda. Un progetto voluto da Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo e dalla Diocesi di Lira, finanziato dalla organizzazione inglese, VSO Ong (Voluntary Service Overseas.
«Un progetto pilota della durata di 3 anni di riqualificazione del territorio e di formazione per i giovani». Si parla infatti di riqualificazione perché gli edifici, oggi diventati aule e dormitori, accoglievano negli anni ’80 i malati di lebbra. «Era un lebbrosario che don Vittorione aveva sempre sostenuto perché gli stava a cuore, ed è per questo che, con vera gioia, abbiamo accettato la sfida lanciataci dal Vescovo della Diocesi di Lira di realizzare un intervento di ristrutturazione e ampliamento degli stabili esistenti e riconversione dell’intera area. Si tratta di una vera e propria rinascita di un luogo ormai dismesso, per dare l’opportunità ai giovani di creare un sistema di agribusiness capace di soddisfare in futuro le esigenze di tutta la comunità».
«La priorità del progetto è quella di perfezionare i mezzi di sussistenza dei giovani agricoltori, attraverso l’accesso ad una formazione professionale e della creazione di una rete di imprenditori legati all’agrifood value chain con l’obiettivo di incentivare una produzione su scala sostenibile, di cui i giovani siano i protagonisti».
I beneficiari diretti sono in particolare giovani che lavorano la terra nei loro villaggi ma che sono comunque inoccupati e hanno abbandonato la scuola prima del termine e residenti nella regione Lango, mentre beneficiari indiretti sono le famiglie stesse che grazie al miglioramento della produzione agricola beneficiano dell’aumento di reddito e le comunità che hanno così accesso a prodotti agricoli maggiormente nutrienti.
– Nel settore “supporto alle realtà locali”. Grazie al Progetto sostegno realtà locali e missionari sono stati effettuati numerosi interventi nel corso dell’anno a favore di oltre 100 realtà locali, raggiungendo oltre 10.000 persone. A sostegno dei missionari e delle nostre attività, abbiamo inviato dall’Italia 4 container.
Nessuna associazione è un’isola a sé stante e per noi di Africa Mission- Cooperazione e Sviluppo fare rete, sostenendo le realtà locali, non è soltanto un’opportunità, ma un vero e proprio dovere di solidarietà nel quale crediamo. Fin dagli inizi infatti sosteniamo missioni, scuole e associazioni in Uganda perché siamo convinti che la condivisione moltiplichi la ricchezza.
Il progetto di punta compreso in questo ambito è quello del “Progetto Great Valley School”, che prevede il sostegno alla scuola primaria che educa 700 bambini che vivono in uno degli slum più poveri di Kampala.
