Dai banchi del Sannio alle Ande: il dirigente Angelo Melillo unisce Italia e Argentina con i “Ponti di Carta”
Quando la sostenibilità ambientale incontra la diplomazia scolastica e la solidarietà, le idee semplici si trasformano in ponti capaci di attraversare gli oceani. Nasce così “Ponti di Carta”, un’innovativa iniziativa ideata da Angelo Melillo, dirigente scolastico sannita e d’origine caudina, attualmente alla guida dell’Ufficio Scolastico Consolare presso i Consolati Generali d’Italia di La Plata e Bahía Blanca, in Argentina.
Il progetto scaturisce da un’intuizione maturata durante una visita alla scuola “Dante Alighieri” di Bariloche, ai piedi delle Ande, insieme al Console Generale di Bahía Blanca. L’obiettivo centrale è dare una seconda vita ai libri di testo.
In Italia, i volumi per la scuola primaria vengono forniti gratuitamente alle famiglie tramite le cedole librarie comunali. Un meccanismo che, a differenza di quanto accade nelle scuole medie e superiori, frena la nascita di un mercato dell’usato: ogni anno, migliaia di testi ancora perfetti rischiano di finire direttamente al macero.
Da qui la scommessa del dirigente caudino: perché non recuperare questi libri e donarli ai piccoli studenti italo-argentini? Melillo ha così attivato un primo canale di collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Pascoli” di Benevento (da lui guidato fino al maggio 2025). Alunni e famiglie beneventane hanno risposto con entusiasmo, raccogliendo centinaia di volumi. Successivamente, insieme al nuovo dirigente subentrato alla Pascoli, Melillo ha selezionato con cura i testi, garantendo che arrivassero in Sudamerica solo libri integri e privi di tratti indelebili.
Forte dell’interesse e dell’entusiasmo raccolti attorno al progetto, abbiamo contattato telefonicamente il dirigente scolastico Melillo, attualmente all’estero per impegni di lavoro, per farci spiegare i dettagli dell’iniziativa:
«Gli alunni e le famiglie di Benevento hanno raccolto e conferito i libri che, successivamente, insieme al collega che mi ha succeduto alla guida dell’Istituto, abbiamo provveduto a selezionare, escludendo quelli che presentavano condizioni non adeguate alla donazione, come scritte diffuse, evidenziature o altri segni indelebili.
A quel punto è rimasto un unico, ma significativo, ostacolo: il trasporto dei volumi in Argentina. Mi sono rivolto personalmente a diversi spedizionieri, compresa MSC, società che attribuisce particolare importanza ai temi della sostenibilità ambientale e che effettua regolarmente scali a Buenos Aires. Purtroppo, non è stato possibile individuare una soluzione gratuita o economicamente sostenibile per la spedizione.
In assenza di alternative, la scuola “Dante Alighieri” di Bariloche ha deciso quindi di sostenere direttamente i costi del trasporto, affrontando una spesa considerevole per un’istituzione scolastica argentina. Questo gesto ha consentito di concretizzare la prima fase del progetto, dimostrando come la collaborazione tra scuole di Paesi diversi possa trasformare un problema in un’opportunità educativa e solidale».
Portare grosse quantità di libri dall’altra parte del mondo non è stato un percorso privo di ostacoli, ma il risultato ha ripagato ogni sforzo: il carico è stato accolto da un’emozionante festa di benvenuto, durante la quale i piccoli alunni argentini hanno aperto i pacchi trovandovi anche letterine d’amicizia scritte dai coetanei sanniti, dando vita a un vero e proprio gemellaggio a distanza.
La svolta per la seconda fase del progetto è arrivata lo scorso 7 settembre a Buenos Aires, durante un incontro strategico tra il dirigente Melillo, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Vicepresidente di Confindustria Riccardo Di Stefano.
«Grazie al sostegno operativo e logistico di Confindustria-Sicindustria», prosegue Melillo, «il nodo dei trasporti è stato finalmente sciolto».
Questa nuova fase vedrà protagonista un’altra comunità molto cara al dirigente sannita: l’Istituto Comprensivo “Valle Vitulanese” di Tocco Caudio, che ha già donato un secondo e importante contingente di libri destinati alle scuole italiane delle circoscrizioni di La Plata e Bahía Blanca.
Tutto ciò si traduce in un ottimo modello per il futuro, perché ciò che non è più necessario a un bambino può diventare una risorsa preziosa per un altro. “Ponti di Carta” non è solo promozione della nostra lingua, ma un gesto concreto di solidarietà e responsabilità ambientale, precisa ancora il dirigente.
Il progetto ha già incassato l’apprezzamento dell’Ambasciatore d’Italia in Argentina e dei Consoli Generali del territorio. L’obiettivo a lungo termine, d’intesa con il MIM, il MAECI e il Ministero dell’Ambiente, è quello di trasformare l’esperimento sannita-argentino in un modello nazionale ed internazionale, estendendolo ad altre scuole italiane e ai diversi Paesi del mondo in cui si studia la lingua italiana.
«Credo che Ponti di Carta possa rappresentare un concreto strumento di promozione della lingua e della cultura italiana, di rafforzamento dei legami tra le comunità scolastiche italiane e italo-argentine e di diffusione di una cultura della solidarietà, del riuso e della responsabilità ambientale», conclude Melillo.
Guardando a un’iniziativa di questo spessore, non si può non rimanere colpiti dall’energia e dalla dedizione del dirigente montesarchiese Angelo Melillo. Pur trovandosi a migliaia di chilometri di distanza, impegnato in un ruolo diplomatico e scolastico di grande prestigio, Melillo dimostra che il legame con la propria terra non si spezza mai: si trasforma in visione. Riuscire a coinvolgere le scuole del Sannio e della Valle Caudina in un progetto di portata internazionale significa non solo valorizzare la propria professione, ma fare scuola nel senso più alto e umano del termine. Unire l’amore per il proprio territorio d’origine alla missione di educatore traspone la distanza geografica in vicinanza del cuore, dimostrando come da un piccolo gesto e da radici forti possano nascere ponti capaci di abbracciare il mondo.
Brigida Abate




