dalla pagina Facebook del Comitato popolare di difesa dei beni pubblici e comuni
Non possiamo non chiedercelo alla luce delle ultime iniziative intraprese dall’amministrazione di Sant’Agata de’ Goti e sponsorizzate proprio da GESESA, del Gruppo ACEA.
Prima è arrivata l’illuminazione del costone, iniziativa finanziata con i soldi di chi paga l’acqua a caro prezzo e francamente incomprensibile in un momento di crisi energetica come quella che stiamo vivendo. E ieri sono state distribuite le borracce ai bambini della scuola elementare, sempre sotto l’egida di GESESA. Chiariamo che siamo i primi fautori del Plastic Free e dell’utilizzo dell’acqua del rubinetto, battaglia che ci ha visti impegnati da sempre.
Ma ci chiediamo come possano sposarsi queste iniziative con la promessa di “ripubblicizzare” l’acqua a Sant’Agata de’ Goti, sottraendo quindi la gestione proprio a GESESA. E’ chiaro che quello dell’acqua pubblica è un obiettivo arduo, e per tale ragione, proprio con l’attuale amministrazione questo Comitato aveva aperto un tavolo di lavoro e discussione il 28 novembre del 2020. Un tavolo che avrebbe dovuto lavorare nel lungo periodo ad un ritorno all’acqua pubblica, come d’altronde era stato più volte ribadito durante una caldissima campagna elettorale.
Ci riesce difficile immaginare, a fronte di queste collaborazioni e sponsorizzazioni che l’attuale amministrazione abbia realmente la volontà di intraprendere il percorso promesso.
Ci auguriamo di sbagliarci, ovviamente, ma ci sentiamo di chiedere con forza: CHE FINE HA FATTO L’ACQUA PUBBLICA?
