La nota del Movimento
Quanto accaduto ieri alla scuola primaria Daneo, a Genova, non può passare inosservato.
Bambini, genitori e insegnanti avevano preparato e appeso al cancello dell’istituto uno striscione con la scritta “Qui nessuno è straniero” in tutte le lingue. Un messaggio di inclusione, in risposta al nuovo decreto che vuole imporre un tetto massimo al numero di studenti stranieri in ogni classe. Ieri mattina, davanti ai bambini che entravano a scuola, due uomini armati in abiti civili, qualificatisi soltanto come poliziotti mandati dalla Questura, hanno rimosso bruscamente lo striscione, strappandone una parte. Non c’è stata alcuna domanda sullo striscione né alcuna spiegazione prima del gesto violento che ha spaventato i bambini.
La Questura ha riferito in un comunicato che “personale dipendente impiegato nell’ordinario servizio di controllo del territorio in abiti civili” ha proceduto “d’iniziativa” alla rimozione dopo una segnalazione proveniente dalla sala operativa della Polizia locale e ha annunciato di aver avviato accertamenti interni.
Al di là delle responsabilità che dovranno essere chiarite, resta un fatto gravissimo l’ennesimo tentativo di silenziare il dissenso e di impedire di esprimere democraticamente il proprio pensiero.
Crediamo che la risposta a questo atto di tirannia debba venire proprio dalla scuola, per la sua capacità di educare al rispetto, al pluralismo e alla convivenza.
La scuola non dovrebbe essere il luogo in cui si costruiscono muri, ma quello in cui si imparano a riconoscere e abbattere i pregiudizi.
Facciamo nostro il pensiero dei bambini della scula prima Daneo, che vorrebbero ricordare ai vertici delle nostre istituzioni che “la scuola deve rimanere per tutte e tutti”.
Per questo rivolgiamo un appello alle scuole della Valle Caudina esponiamo sui cancelli e sulle facciate delle nostre scuole striscioni con messaggi di inclusione, perché qui nessuno deve sentirsi straniero.
