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Cervinara. La “politica” a uso e consumo.

Cervinara. La “politica” a uso e consumo.
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Riceviamo e pubblichiamo

In questi giorni sui social e nelle case stiamo assistendo a una scena fin troppo nota: figure politiche cervinaresi – o presunte tali – che scelgono di appoggiare candidati non locali, ignorando che la nostra comunità ha già un candidato del territorio. Alcuni, addirittura, ne avevano inaugurato la campagna elettorale… salvo poi abbandonarlo senza troppi scrupoli.

E non manca neppure chi partecipa, con sorprendente nonchalance, sia a eventi di destra che di sinistra, passando dall’uno all’altro con totale disinvoltura, a seconda della convenienza del momento.

Per non parlare di quelli che appoggiano taluni personaggi usciti dal cilindro del mago Forest perchè il trucco c’è e si vede!

Ritornando al voto è importante ricordare un aspetto che forse non tutti conoscono: alle regionali esiste il voto disgiunto. Significa che si può votare un candidato al Consiglio Regionale appartenente a una lista di Dx e allo stesso tempo votare un candidato Presidente collegato a una coalizione di Sx (e viceversa). È un diritto previsto dalla legge. E qui nasce una riflessione: ma ha ancora senso parlare di “destra” e “sinistra” ? Soprattutto qui a Cervinara dove non esiste un sola sezione di partito aperta e manca il confronto, il sale della democrazia?

I valori si sono persi da tempo, e la maggior parte dei cittadini lo ha capito: non a caso il primo “partito” è quello dell’astensionismo. Per molti politicanti locali, ormai, il voto regionale viene usato solo come strumento per misurare i propri consensi anche in vista delle future amministrative. E questo atteggiamento dovrebbe far capire a tutti che a questi personaggi – presenti sulla scena politica oramai da decenni – non interessa il bene del paese, ma solo il proprio tornaconto. Cervinara non è mai riuscita a mostrarsi unita su questi temi, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: peso politico quasi nullo, sia a livello provinciale che regionale. Una sola parola: vergogna.

Chi ha ridotto così il nostro paese – e continua a farlo finché trova qualcuno disposto a dargli fiducia – è parte del problema e non della soluzione.

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