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Sant’Agata, Commissioni consiliari: nota di Fusco e Lombardi

Sant’Agata, Commissioni consiliari: nota di Fusco e Lombardi
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I Capigruppo di opposizione del Comune di Sant’Agata de’Goti ritengono, di fatto, lesa “la proporzionalità della rappresentanza 
tra maggioranza e minoranza nelle commissioni consiliari stabilita dall’articolo del Regolamento del Consiglio comunale”.
Così, in una nota indirizzata a Prefetto e Presidenza consiliare, Giannetta Fusco e Renato Lombardi. “La modifica “imposta” della composizione delle Commissioni 
consiliari permanenti – proseguono – così come concepita disequilibra sfacciatamente la composizione.
La variazione è stata approvata nonostante la discussione preliminare dello specifico punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 27/02/2023, durante la quale, i gruppi consiliari Pd e Dei Goti hanno sottolineato l’inutilità della stessa, stigmatizzandone la gravità, in considerazione del fatto che il 
neocostituito gruppo “Impegno Comune” ha dichiarato pubblicamente, sia durante il consiglio sia nei giorni successivi, nelle sedi istituzionali e ai media, di appartenere alla maggioranza.

“NON DIVENTARE COMPLICI”

Con questa modifica, il gruppo di maggioranza “Città Nuova” (maggioritario), praticamente, si vuole garantire, a prescindere, una sua maggioranza nella maggioranza stessa: la forzata modifica introdotta, difatti, determina che i componenti della maggioranza nelle commissioni passano da tre a cinque, mentre i due gruppi consiliari di opposizione continuano ad esprimere una rappresentanza a testa, e restano sempre due componenti per ciascuna Commissione. 
I gruppi consiliari di opposizione ritengono doverosamente di non diventare complici e partecipi di Organismi istituzionali “modificati” che, in corso di consigliatura, sono con “forza” alterati senza che vi siano cambiamenti degli equilibri numerici tra maggioranza e minoranza consiliare, pertanto, con la presente si reitera la richiesta di procedere alla revoca della delibera in argomento, così come fatto in Consiglio, onde evitare – la conclusione – l’ennesimo atto di prepotenza e arroganza”.

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