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Airola. Comitato Salute e Ambiente: non siamo soddisfatti di questa convenzione!

Airola. Comitato Salute e Ambiente: non siamo soddisfatti di questa convenzione!
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Si apprende da una nota che l’amministrazione comunale di Airola stipulerà una convenzione per il monitoraggio del territorio con l’Arpac al fine di svolgere attività di indagine sulle matrici ambientali rispetto all’incendio occorso nella zona industriale di Airola il 13 ottobre 2021. 

Per quanto all’origine di questa convenzione ci sia la dura battaglia del Comitato Salute e Ambiente per l’affermazione del diritto alla salute nel nostro territorio, come Comitato non possiamo ritenerci soddisfatti per una serie di ragioni.

Innanzitutto, come si legge dalla convenzione predisposta con la delibera di giunta n. 211/2022 del 30/12/2022, il monitoraggio riguarderà “solo le matrici suolo” e non anche i rifiuti, le matrici acqua e aria, come invece era stato richiesto dai cittadini.

Per cui, anche se indicate nella nota stampa dall’amministrazione comunale, le altre matrici, di fatto, sono escluse dalle indagini.

Secondariamente la richiesta del Comitato, così come recepita dall’amministrazione nello schema di convenzione contenuto nella delibera indicata, faceva riferimento ad autonome procedure di monitoraggio.

Infatti, l’Arpac nell’immediatezza dell’evento aveva già proceduto ad effettuare delle indagini, le stesse però avevano suscitato da parte di esperti del Comitato delle perplessità di carattere procedimentale, per cui si era auspicato di fare effettuare nuove indagini ad un ente terzo, come il dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali dell’università Vanvitelli di Caserta.
A questo punto, riassegnare all’Arpac nuove indagini, dopo che la stessa aveva già effettuato un monitoraggio concludendo per l’assenza di contaminazione della zona, è di dubbia utilità.

Inoltre, l’indagine da effettuare riguarderebbe il monitoraggio della matrice ambientale indicata come “suolo superficiale”.
Appare sicuramente improprio ad un anno e mezzo dall’incendio effettuare un campionamento superficiale, infatti, le abbondati piogge cadute in ben due inverni hanno sicuramente trascinato in profondità gli eventuali contaminanti depositati sulla superficie del suolo. 

Pertanto, a distanza di tanto tempo ripetere un campionamento “esclusivamente di terreno superficiale” e non anche di terreno in profondità sarebbe privo di valore scientifico.

 In conclusione, l’attività suppletiva di indagine che si vuole intraprendere, per quanto sollecitata dal Comitato, non soddisfa nelle modalità e nell’esecuzione, quelle che erano le richieste dei cittadini.

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