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Sant’Agata, il ricordo a 13 anni dalla morte di don Michele Sordillo

Sant’Agata, il ricordo a 13 anni dalla morte di don Michele Sordillo
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“Nella festa di San Sebastiano Martire, Bagnoli di Sant’Agata de’ Goti ricorda il suo Parroco “storico” don Michele Sordillo.
Ogni storia è un dono. Bagnoli ricorda il suo Parroco don Michele a 13 anni dalla nascita al cielo”. Così esordisce il messaggio di don Andrea Ciervo, in ricordo del defunto sacerdote. “In una fredda serata di 13 anni fa – prosegue lo stesso – si addormentava in pace nella sua San Giorgio La Molara, Mons. Michele Sordillo, assistito dall’affetto dei suoi cari. Aveva da tre anni lasciato per motivi di salute la Sua Parrocchia storica: Maria SS. Assunta in Bagnoli di Sant’Agata de’ Goti. Vi era giunto da giovanissimo. Lo aveva inviato un Vescovo Santo Mons. Giuseppe De Nardis come collaboratore di Mons. Luigi Massari, detto “Nasone”, gravemente ammalato. Siamo nel 1949. Dai pochi mesi previsti, qui rimane per tutta la “vita”… Una scelta che lo ha contraddistinto e verso cui, mai ha avuto ripensamenti. Sposa e Pastore sono cresciuti insieme: la ricostruzione dopo la Seconda Guerra mondiale. L’apertura della scuola Verduzio. Le gite e le occasioni di festa. L”emigrazione e le visite agli emigrati. La passione politica. L’insegnamento. L’opera didattica. L’opera di istruzione e soprattutto la risoluzione pacifica di tanti stupidissimi conflitti per un centimetro di terra o un mattone di casa….don Michele ha guidato “con mano potente e braccio teso” un popolo non docile né facile ma anche molto laborioso. Lo ha fatto non per dominare ma per un senso di giustizia. Non sopportava i soprusi a danno dei deboli. Non tollerava gli sciocchi. Ci teneva alla presenza alla S. Messa, alla preghiera personale e alle opere di carità. La vicinanza agli ammalati, di cui istruiva anche i medici. L’oratoria impareggiabile. L’attenzione agli ultimi. L’amore per l’Eucaristia e la devozione fervente al Patrono San Sebastiano. Cinquantasei volte, in cinquantasei anni, ne ha curato la Festa! L’amicizia scevra da piaggeria con l’On. Giulio Andreotti, più volte con la scorta a cena in Casa Canonica a Bagnoli. Il suo rapporto fraterno con don Salvatore Letizia, detto Fegatiello, con don Salvatore D’Angelo, fondatore Villaggio Ragazzi a Maddaloni, di cui è stato collaboratore per quasi 50 anni! Le amicizie con Roma “sponda Vaticano” e “sponda Ministero”, l’aiuto concreto anche nel favorire inserimenti di lavoro per persone che avevano bisogno soprattutto nei ruoli di pubblica sicurezza e della scuola. Questo…e moltissimo altro, è don Michele, persona che sa cosa vuol dire “il pane”. Accanto a lui zia Mena, sorella maggiore, nubile, detta la “signorina Mena”, una donna umile e sensibile che ha addolcito il carattere un pò burbero del fratello. Poi zia Elvira che subentra all’improvvisa morte di Mena (1987) e poi l’indimenticabile nipote Pinuccio, portatore di handicap, che ha riempito di affetto la Comunità. Don Michele è stato un dono ed un riferimento “fisso” per tutta la Comunità. Chiunque può testimoniare una porta aperta all’ascolto di un sacerdote unico e vero. Zia Mena, Elvira, Pino e don Michele, la vostra Bagnoli – la conclusione del messaggio di don Andrea – vi ringrazia in Gesù Signore, ora e sempre!”

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