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Arpaia, Schettino “Comune totalmente fermo”

Arpaia, Schettino “Comune totalmente fermo”
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Le sparute luci natalizie spia di un disagio più grande. Di un’Amministrazione che non amministra e di una maggioranza che, di fatto, non v’è più. O forse non v’è mai stata. Sono questi i concetti che mette sul tavolo il dottore Domenico Schettino, consigliere comunale di Arpaia recentemente dimessosi dal ruolo di vicesindaco. “Ad Arpaia – esordisce il medesimo – si confonde la tradizione del Santo Natale con qualche più comune sagra di Paese. Le luminarie comparse in modo centellinato, solo ieri, sono un’offesa alla cittadinanza, sminuiscono non solo il significato della festa ma sembrano una presa in giro last second atta a giustificare il più totale disinteresse in questo buio periodo di pandemia. La macchina comunale è totalmente bloccata – incalza Schettino – i servizi sono erogati a singhiozzo, il paese è completamente fermo così come la maggioranza, che in realtà è minoranza. Il sindaco Fucci invece di avvalersi di molteplici collaboratori esterni, molti dei quali senza alcun titolo girovagano negli uffici comunali, dovrebbe preoccuparsi di contare i suoi uomini e di capire chiaramente che non rappresenta più la maggioranza del paese ma è minoranza. Lo squallido teatrino della seconda convocazione è un campanello d’allarme forte che dovrebbe spingerlo verso una sola ed opportuna decisione: dimettersi”. E’ un monito politico severo quello del nefrologo arpaiolo “Il tempo delle promesse non mantenute è finito! È ora di capire, con grande responsabilità, che è il momento di ridare voce alla democrazia, al popolo e di smetterla di barricarsi nelle stanze del potere. L’indecoroso spettacolo delle luminarie natalizie è il segno di come si sia toccato il fondo, nel disinteresse più totale del cittadino e della comunità. Si naviga a vista senza una programmazione e continuando a mantenere al centro dell’attenzione solo l’interesse di pochi con una disattenta gestione del denaro pubblico. Nessun taglio alle tasse, nessun aiuto ai cittadini più bisognosi, nessuna misura volta a contrastare il momento di emergenza che il nostro Paese sta vivendo. Vorrei lanciare, pertanto, un invito ai colleghi consiglieri finalizzato ad un’attenta valutazione dell’operato di questa Amministrazione rispetto ad una gestione ingiusta della cosa pubblica”. Uno sprone, quindi – verosimilmente indirizzato a quelli che le stanze del parlamentino non lo frequentano più, ormai, da tre anni – affinché “tutti diventino parte attiva del Consiglio e non si limitino a subire le scelte inopportune di questa parte politica”. “Li invito, quindi – incalza ulteriormente – a prendere parte alla prossima seduta della locale Assemblea ed a bocciare il rendiconto per apporre finalmente la parola fine a questa fallimentare gestione della cosa pubblica”. Un governo civico ristrettosi a poche unità, di fatto. Senza D’Addio e Tancredi e con il medesimo Schettino che ha da tempo dato un segnale notevole salutando l’Esecutivo. Una maggioranza ridottasi al lumicino, una Comunità che, sottolinea ancora il professionista, si trascina stancamente, senza lo smalto che dovrebbe imprimere chi governa. E che ha “vitale necessità di una svolta e di un atto di responsabilità e di dignità da parte di quanti la (non) amministrano”

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