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Montersarchio. Insieme contro la violenza sulle donne al Fermi.

Montersarchio. Insieme contro la violenza sulle donne al Fermi.
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Di Brigida Abate

Oggi in occasione della Giornata internazionale contro la  violenza sulle donne si è tenuta presso l’Istituto Fermi di Montesarchio  un’iniziativa volta a sensibilizzare ogni essere umano sulle violenze fisiche e psicologiche che milioni di donne, in ogni parte del mondo, soffrono dentro e fuori le mura domestiche.Studenti  di ogni grado di istruzione sono stati  invitati per questa giornata  a realizzare opere o attività  grafiche,video, foto,flash-mob, etc che facessero riferimento alla ricorrenza in oggetto con l’intento di sensibilizzare, riflettere, prevenire e contrastare ogni forma di violenza e di discriminazione.In considerazione della rilevanza sociale del fenomeno.Il “Fermi” ha deciso di organizzare una piccola  mostra all’interno dell’Istituto dal titolo “Parola alle vittime” costituita da 4 installazioni collegate a 4 monologhi e ad altrettante 4 storie di donne vittime di abusi e di femminicidio,inserita nell’evento più ampio “ Storie di donne: dai pregiudizi alla violenza”.

L’inaugurazione delle opere, realizzate dagli studenti  delle classi terze, quarte e quinte dell’ istituto, con il supporto dei dipartimenti di Arte, Informatica, Lettere e Lingue, si è tenuta stamani con  la partecipazione attiva del Dirigente scolastico dott.ssa Pasqualina Luciano, dei rappresentanti di Istituto, della 

Consulta provinciale e delle docenti che hanno seguito i ragazzi nella realizzazione di questa attività di sensibilizzazione.Hanno partecipato inoltre :il Vicesindaco e Assessore alle pari opportunità  Annalisa Clemente,l’Assessore alla cultura  Morena Cecere ed il Comandante  della Stazione  Carabinieri Mercaldo. Subito dopo nelle singole classi, sono stati visionati  i monologhi afferenti la mostra,  reperibili anche  sul canale Youtube dell’istituto  che sono stati uno stimolo per una discussione e per un confronto tra ragazzi sulla tematica. Nel rispetto delle regole anti covid solo  una parte degli studenti dell’intero Istituto nel grande auditorium De  Filippo ha partecipato al convegno che ha visto relatore Samuele Ciambriello docente di  teoria e tecnica della comunicazione presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli nonché garante delle persone  sottoposte  a misure restrittive della libertà personale. Sono intervenuti inoltre: il dirigente  Luciano, l’assessore alle pari opportunità Clemente ,il sindaco di Cervinara Caterina Lengua,l’assistente sociale specialista Anna Buonaiuto  e l’educatrice professionale  Vanna di Maro. Massiccia la partecipazione dell’Associazione “Donna”  e la presidente  prof. Rosa di Notte  si è così espressa:” è stata una iniziativa lodevole per riflettere sulla violenza di genere,riteniamo necessaria insieme con altre associazioni ,enti ed agenzie educative, una campagna di coinvolgimento totale.E’ importante farlo per tutte quelle donne che ogni giorno combattono contro le aggressioni,l’ignoranza ed i pregiudizi”. L’Istituto Fermi ha scritto oggi una pagina di pedagogia sociale  ci ha detto soddisfatta il dirigente Luciano che ha continuato :”gli alunni sono stati accolti  stamattina con una mostra itinerante (con delle riflessioni e dei racconti di storie vere di violenze sulle donne) ;si è conclusa  così una giornata che non è solo una data ma deve aiutarci ad avviare un percorso  costante di sensibilizzazione,di informazione ma anche di protezione;Creare quindi una rete territoriale,testimoniato  questo  anche dalla presenza oggi delle autorità civili e  militari. La conclusione dell’incontro con la partecipazione  del prof Ciambriello è stata la scelta da parte dell’Istituto Fermi di andare oltre: di informarsi e di conoscere di più la donna anche sotto un aspetto  che spesso è accerchiato da pregiudizi ,frutto della non conoscenza .La presenza del garante dei detenuti e delle due assistenti ha permesso di far vivere agli studenti   delle emozioni diverse  e di  conoscere anche la donna che  purtroppo vive la detenzione .Questo è importante perché  non ci siamo soffermati  ad osservare un gradino  ma a guardare in una prospettiva la lunga scala di quello che può essere il vissuto di una donna”.                                                                                              

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