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San Martino. Weekend di incontri con Liminaria.

San Martino. Weekend di incontri con Liminaria.
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Cambiamenti climatici e aree interne, weekend di incontri con Liminaria.

Il prossimo fine settimana, Liminaria torna a San Martino Valle Caudina con un ciclo di incontri promossi nell’ambito del Master Enviromental Humanities Laboratory dell’Università di Roma Tre. Ancora una volta l’associazione propone, in continuità con la Summer school estiva, una riflessione in merito agli effetti dei cambiamenti climatici sulle aree interne, collegandola al piccolo centro caudino, stravolto dall’alluvione del 2019. 

La tre giorni avrà inizio domani alle ore 15, presso il convento di Santa Caterina, con una conversazione sui cambiamenti climatici e sugli scenari futuri per le aree interne, insieme al fondatore di Liminaria Leandro Pisano, Serena Olcuire e e lo storico dell’ambiente Marco Armiero direttore dell’Environmental Humanities Lab del Royal Institute of Technology a Stoccolma, che ha svolto le sue ricerche presso le prestigiose Yale, Berkeley e Stanford Universities.

Insieme a loro ci saranno inoltre Valentina Ciniglio, Stefano Cuzzocrea, Tommaso Giordani, Carlo Iavazzo, Chiara Mazzarella, Chiara Rigione, Sena Karahan e Vittorio Zollo. Sabato i partecipanti visiteranno il Castello Pignatelli della Leonessa, seguendo le tracce del torrente Caudino. Nella giornata conclusiva di domenica, verranno presentati presso il convento di Santa Caterina, le progettualità elaborate dai partecipanti per il futuro dei comuni dell’entroterra, su cui la riflessione è ferma da tempo. 

“In questa fase di ripensamento delle nostre esistenze, dei nostri consumi e del nostro lavoro, è necessario lanciare un dibattito aperto e strutturato sulle aree interne – commenta Leandro Pisano, promotore dell’iniziativa. Con questo ciclo di incontri ci proponiamo di esentare il dibattito dalla consueta retorica, per provare a immaginare dei progetti concreti per il futuro della valle Caudina nel caso specifico, e in generale per tutte quelle aree lontane dalle fasce costiere, ormai apparentemente condannate all’abbandono. All’urbanità contrapponiamo i valori della ruralità che segnano le nostre origini e la nostra storia, e che per questo, al di là di ogni concetto di sostenibilità, merita di essere salvaguardata e proiettata nel domani”, conclude Pisano.

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