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Ospedale Sant’Alfonso, il messaggio di Italia Viva

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Messaggio Coordinatrice territoriale di Italia Viva, Maria Iannotta, sul Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
“Dal canto nostro abbiamo provato a farci e a fare delle domande.
Abbiamo parlato,ci siamo confrontati, abbiamo interagito con chiunque potesse essere utile alla causa, in silenzio, ma lo abbiamo fatto.
Abbiamo proposto che il S.Alfonso venisse utilizzato per dare respiro agli ospedali sanniti che nel periodo di emergenza covid,di questi tempi lo scorso anno, erano in affanno, per dimostrare le potenzialità della struttura;
Abbiamo proposto di organizzare il primo Open Day vaccinale della provincia di Benevento; abbiamo informato e ci siamo informati:
siamo andati al nocciolo,spietati, alla ricerca della verità pratica perchè la teorica predicata in questi anni, ha fatto solo “tanto rumore per nulla”:
-ci sono reali possibilità affinchè il nostro nosocomio venga reso efficiente per svolgere le attività di un normale ospedale?
-se è no, per quale motivo?
-se è sì, perchè non lo si applica questo benedettissimo decreto 41/2019?
Abbiamo addirittura proposto una riorganizzazione della struttura, chiedendo prima,però, il Pronto Soccorso funzionante al 100%, per dare una risposta ai cittadini, per dare una risposta a chi ha sempre lavorato per la causa sul territorio, per dare supporto e continuità al movimento civico per l’ospedale, per ridare dignità a chi in quella struttura ci ha lavorato, prendendosi cura delle anime fragili che vi sono passate.
E credetemi, nessuno più di me, lo vuole!

Abbiamo proposto varie e nuove idee di destinazione sanitaria della struttura pur di non perdere il nostro pronto soccorso: abbiamo pensato a dare man forte al DCA di Soccavo che si vedeva depotenziato, per trattare nello specifico i disturbi del comportamento alimentare.
Il DCA di Soccavo stava per diventare semi residenziale,parlo di luglio 2020, così facendo avrebbe dato un apporto ancora maggiore a tutti i pazienti che vi si recavano per le pieghe legate all’alimentazione.
Il progetto purtroppo fu accantonato, il centro rimase aperto ma scade il mandato del direttore e viene nominata la moglie dello stesso che però è una Neuropsichiatra infantile, non perfettamente in linea con la mission del centro,capirete che il centro subisce un evidente depotenziamento proprio strutturale. Avevamo pensato di ragionare in divenire, trovando una soluzione che potesse essere utile per gli alti dirigenti, e per la sanità di prossimità,tutta.

Mettere a disposizione il S.Alfonso per trattare queste patologie,poteva essere un’idea, se l’Ospedale proprio non è possibile averlo, avremmo e potremmo fare due azioni nel contempo anzi addirittura tre: tenere il pronto soccorso funzionante al 100%, efficentare un centro di disturbi alimentari e dare risposta al PNRR quando ci chiede di migliorare la sanità di prossimità!
Abbiamo fatto zero rumore, ma non siamo stati fermi.
Abbiamo scritto a tutti. Abbiamo parlato con chiunque e non smettiamo di farlo dentro e fuori la politica.
Intanto non perdiamo nessuna speranza e nessuna voglia di fare e di fare bene, meno like e più risultati.

Arriveranno le risposte, e non vediamo l’ora di poterle comunicare.”

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