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Audax Cervinara. La prima gara del nuovo corso.

Audax Cervinara. La prima gara del nuovo corso.
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Di Gennaro Casale.

Un risultato bugiardo per quello che ha fatto vedere il Cervo.
L’ AUDAX CERVINARA ritorna in campo con una veste tutta nuova, nuova nella squadra, nuova nel gioco, nuova nella società ma queste son cose ormai note ai più.

Ma cio che di nuovo non è noto, è quanto oggi la compagine del presidente Magnotta ha messo sotto una luce viva la voglia di interdersi, il desiderio di cercarsi, la testardagine di voler costruire sul quel terreno di gioco, mostrando due facce diverse di un’unica squadra. In verità La prima delle due è durata solo 6 minuti, giusto il tempo di ritrovarsi sotto di un gol e fare il mea culpa per una disattenzione di cui si poteva tranquillamente farne a meno, frutto del timore ,forse reverenziale, che la neonata formazione ha dimostrato nei confronti dell’avversario. Fino a quel momento la squadra sembrava rievocare la nota favola adoscenziale della “Bambina ed il Gigante “: timida nell’ impostare, minima nel proporsi, piccola nell’inventare. In pratica per dirla come i più blasonati commentatori: “con il freno a mano tirato “. Ma rimessa la palla al centro, il Cervo ha cambiato volto, come se quella sorta di timore che potesse succedere il fattaccio si sia trasformato in un “oramai è successo ed allora giochiamocela”, cambiando la favola in ” Davide contro Golia” ma ignari di chi fosse realmente Golia. Mister Iuliano non ha mai mollato la squadra, è stato un continuo suggeritore, un inefrenabile propositore, un instancabile incitatore e con le sue soluzioni portava pian piano L’Audax a cambiar faccia. Crescendo nell’ intesa tra i singoli e crescendo nella fiducia dei propri mezzi, si è iniziato a vedere il bel gioco che la squadra può esibire, si son intravisti qualche lascito di schema prestabilito, posizioni in campo ben precise, qualche accenno d’ intesa tra i reparti. Da qui poi sono usciti i singoli e fin quando parliamo degli intramomtabili CIOFFI e RUSSOLINO non diciamo nulla di nuovo, il capitano da sicurezza in difesa e diventa il punto centrale nell’ impostazione del suo reparto mentre RUSSOLINO rimembra quanto è capace di fare ed inizia a darne sfogio ma la precaria condizione atletica e la minima preparazione fanno si che qualche errore sia commesso anche da loro. Ma i singoli non son solo loro, in difesa il biondo Lupoli cresce con lo scorre del tempo, timido e quasi impacciato all’ inizio fermo e deciso nel proseguio fino alla fine, contribuendo in maniera forte alla crescita di tutta la squadra, quella crescita sulla fiducia del gruppo che veniva alimentata dal venir fuori il gioco di GUADAGNO e DE MARCO G. , precisi e veloci nei loro inserimenti mostrando ampia e larga visibilita d’azione e di gioco. Fattori questi che vedeva crescere l’intesa tra il reparto offensivo desiderosa, nei suoi 3 attaccanti, di voler concretizzare sempre e comunque ma con qualche eccesso di egoismo di troppo. Un tutt’uno che ha portato lo scorrere dei 90 minuti senza un attimo di pace, evidenziano un gruppo tenace e desideroso di voler riuscire, un gruppo per nulla indifferente alla maglia, in un insieme in cui vi è piena consapevolezza dei propri mezzi senza nessun segno di presunzione.
Purtroppo il GOLIA della situazione è stato l’ arbitro, la cui direzione pessima ha determinato la malasorte della gara.
Dimenticavo gli avversari, buona squadra ma oggi si è visto solo il Cervo.

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