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M5S Montesarchio, case popolari “Ennesimo nulla di fatto”

M5S Montesarchio, case popolari “Ennesimo nulla di fatto”
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“Il sindaco non può e non deve limitarsi ad attendere”.
La mancata consegna, ad oggi, delle case popolari di Montesarchio agli aventi diritto ri-accende il dibattito nella cittadina capofila della Valle Caudina.
“Come già ampiamente spiegato – fanno presente i consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle – prima di abbandonare il Consiglio comunale abbiamo chiesto alla maggioranza di convocare una seduta ad horas e monotematica. Un Consiglio per formalizzare una comune presa di posizione nei confronti dell’Acer ex Iacp volta a condannare i ripetuti ed ingiustificati ritardi per il completamento dei lavori e la mancata consegna dei 23 alloggi agli assegnatari. Spiace dover leggere e prendere atto che la maggioranza attende…”.
“Stiamo parlando di famiglie e cittadini che vivono in situazioni di grave disagio – incalzano i pentastellati – e che aspettano da anni un alloggio di 50/60 metri quadri. Dopo l’incontro del 27 febbraio presso gli uffici dell’ Acer nel quale incontrammo, insieme all’onorevole Pasquale Maglione, l’allora Direttore Boscaino e il funzionario Gianvito Bello, abbiamo atteso gli inizi di giugno fiduciosi delle rassicurazioni ricevute per la tanto agognata consegna degli alloggi. Anche questa volta l’ennesimo nulla di fatto che ci ha costretti, il 13 giugno scorso, a rivolgerci nuovamente al Prefetto. Il Prefetto ha immediatamente chiesto chiarimenti all’Ente – proseguono Gerardo e colleghi di gruppo – anche in considerazione di un Suo precedente intervento ufficiale. Spiace dover constatare che lo stesso Prefetto sia stato, ad oggi, completamente ignorato. La richiesta è stata rinnovata dal deputato Cinque Stelle, Pasquale  Maglione, lunedì 19 luglio. Ha chiesto, per il tramite del Prefetto, di poter effettuare un sopralluogo volto a verificare lo stato dei lavori e le incomprensibili difficoltà per ultimarli.
Ad ogni modo, augurandoci l’imminente consegna, confermiamo la nostra richiesta e disponibilità per un Consiglio ad horas volto a condividere un’azione di protesta concreta, esprimendo la fattiva vicinanza e solidarietà agli assegnatari. Il sindaco – la conclusione – non può e non deve limitarsi ad attendere”

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