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Avvelenamenti a Montesarchio, denuncia della Lega nazionale difesa cane

Avvelenamenti a Montesarchio, denuncia della Lega nazionale difesa cane
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Ben 5 cani sono stati le ultime vittime di questa terribile ‘usanza’ che purtroppo non conosce distinzioni tra nord e sud e affligge tutto il Paese. LNDC Animal Protection ha sporto denuncia contro ignoti, offrendo spunti utili per svolgere le indagini necessarie per risalire al responsabile. Rosati: è ora che lo Stato si doti di una legge specifica per questi casi, anziché affidarsi a un’Ordinanza che può essere revocata o non rinnovata

Benevento, 9 aprile 2021 – L’avvelenamento di cani non è una novità per il Comune di Montesarchio, purtroppo. Già nel 2018 la Lega Nazionale per la Difesa del Cane – LNDC Animal Protection si era occupata di una serie di cani morti per aver ingerito veleni e oggi torna a farlo. La Sezione LNDC di Benevento, infatti, ha sporto denuncia alla Procura della Repubblica dopo aver avuto notizia di ben 5 cani vittime di questa orribile e crudele pratica nel giro di pochi giorni subito prima di Pasqua. Tutti gli animali morti sarebbero stati trasferiti all’Istituto Zooprofilattico per effettuare l’esame necroscopico e accertare la causa del decesso. 

Nella denuncia, il Presidente della Sezione locale, Marco Castaldi, ha espresso la sua preoccupazione per la ripresa di queste barbare uccisioni che sembravano avere avuto una battuta d’arresto dopo gli episodi di tre anni fa. “Oltre a fornire i nominativi delle volontarie che hanno scoperto questi drammatici decessi, affinché possano fornire la propria testimonianza, ho suggerito di ascoltare i residenti delle zone interessate. Inoltre, sono presenti delle telecamere di sorveglianza che potrebbero dare un forte impulso alle indagini nella direzione giusta”, fa sapere Castaldi.  

Sulla vicenda è intervenuta anche la Presidente Nazionale LNDC Piera Rosati: “Come nel 2018, ho scritto una lettera al Sindaco di Montesarchio, tra le altre cose ricordandogli i suoi compiti previsti dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 12 luglio 2019, prorogata nel 2020, ‘Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati, secondo la quale è tenuto ad aprire un’indagine e provvedere alla bonifica dell’area interessata, nonché a segnalare la presenza di veleni tramite apposita cartellonistica”. 

Spargere veleni è una delle azioni più subdole e crudeli che si possano fare e rappresenta un pericolo per gli animali di tutti i tipi, domestici e selvatici, ma anche per le altre persone. Per questo motivo, LNDC chiede da tempo – anche tramite la nostra petizione sulle leggi che regolano i reati contro gli animali – che lo Stato si doti di una vera e propria legge su questa orribile pratica anziché fare affidamento su un’Ordinanza che può essere revocata o non rinnovata in qualsiasi momento. Del resto, si tratta di un fenomeno criminale che si verifica costantemente un po’ in tutto il Paese, come dimostra anche l’altro recentissimo caso avvenuto a Sarzana, in provincia di La Spezia. È ora di prendere seri provvedimenti contro queste condotte”, conclude Rosati.

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