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Uno dei più grandi giuristi del ‘900 riposa nel cimitero di Sant’Agata de’Goti

Uno dei più grandi giuristi del ‘900 riposa nel cimitero di Sant’Agata de’Goti
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Uno dei più grandi giuristi del secolo Novecento italiano è di dna santagatese. Si tratta di Luigi Cariota Ferrara, per mezzo secolo protagonista della dottrina giuridica. Nato a Pomigliano d’Arco il 17 settembre del 1908 da famiglia santagatese (il padre era giudice), a soli 25 anni divenne incaricato di Diritto civile presso la facoltà di Sassari, allora presieduta da Antonio Segni. Poi fu presso le università di Bari e Perugia prima di approdare alla Federico II di Napoli, dai cui banchi iniziò gli alunni nelle Istituzioni di diritto privato prima e di Diritto civile poi. Fu preside della Facoltà di Giurisprudenza dal 1963 al 1981, per poi fondare la scuola di specializzazione in Diritto civile. Ma, come prima si diceva, è il ruolo giocato in seno alla dottrina giuridica a renderlo ancor di più meritevole della futura memoria. In modo particolare i suoi pareri rappresentarono pilastri nel forgiarsi, in ispecie, del pensiero in materia successoria. La produzione letteraria, poi, fu fecondissima: si rammentano opere su enfiteusi, servitù prediali, rendita, successioni e negozi fiduciari. Il suo ‘Negozio giuridico nel diritto privato italiano’ gli valse, da parte della presidenza della repubblica venezuelana, la più alta onorificenza scientifica dell’ ordine ’’Jose Maria Vargas’’ di prima categoria. A Sant’Agata dei Goti legò lieti momenti della giovinezza, non disdegnando di ritornarvi quando gli assidui impegni potevano consentirglielo. Appassionata e ancor oggi ricordata, ad esempio, fu l’orazione da lui tenuta ai principi dell’estate del 1973 per celebrare il millenario della Diocesi di Sant’Agata de’ Goti. Grandi uomini come il giurista Michele Capodanno lo rammentano come grandissimo ‘’sia nella parola scritta che nella parola detta’’. La profondità e l’ articolatezza del suo sapere le seppe trasmettere ai suoi studenti con parole semplici e lineari, attirando alle sue lezioni folle di giovani che qualcuno definiva addirittura oceaniche. Fu avvocato di immenso spessore nella capacità di approdare al nodo risolutivo della controversia, nel prefigurare le linee difensive, nella lucidità che gli consentiva di fronteggiare le situazioni imprevedibili che gli si paravano innanzi nei dibattimenti. Ma altrettanto grande fu la persona, umile, prodiga di consigli e di parole di conforto anche per i colleghi giovani e meno esperti. Fu uomo di profonda fede ed ispirò la sua azione ai valori della giustizia e della libertà. Morì il 13 marzo del 1994 e le sue spoglie riposano nel cimitero di Sant’ Agata dei Goti.

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