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La morte di De Stefano, il ricordo di Lubrano

La morte di De Stefano, il ricordo di Lubrano
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Armando De Stefano non è più. Ci ha lasciato ieri mattina, all’età di 94 anni, quando nasceva il giorno, con i colori dell’aurora, gli stessi che hanno creato le sue grandi opere prodotte in 70 anni di attività artistica inimitabile. Con De Stefano si spegne uno dei più grandi pittori napoletani che ha saputo rappresentare l’arte italiana nel mondo per 70 anni di attività. L’incontro di De Stefano con Sant’Agata dei Goti, un ventennio fa, fu subito felice. Accolto dalla Pro Loco e dalla Fondazione Biblioteca Melenzio, insieme diedero vita alla Galleria Arte Contemporanea nell’Antico Frantoio in Largo Torricella dove c’è tuttora e dove sono presenti insieme a sue due grandi opere ispirate a Sant’Agata, il meglio degli artisti accademici napoletani e non solo. Gli eventi successivi che dagli anni 2000 sono seguiti, con la devozionale collaborazione di Claudio Lubrano e Gigino Nostrale, sono stati tutti di grandissimo livello artistico e tuttora, senza timore di essere smentiti, rimangono difficili da imitare. Una mostra su tutte, L’Urlo del Sud, nella chiesa di San Francesco, ha destato ammirazione e apprezzamenti ancora vivi. E poi tante altre manifestazioni che legarono De Stefano alla città tanto da venirsene ad abitare in via Perna dove, a periodi alterni, è stato per più di un decennio. Ma la generosità di De Stefano per Sant’Agata e la Pro Loco fu particolarmente dimostrata quando nel 2010 l’artista volle donare sei bellissime opere che, in mostra stabile, con il suo plauso e compiacimento, furono collocate nella chiesa di San Francesco, alla quale era legatissimo. Riferito alla chiesa diceva spesso: “Esporre nello stesso spazio dove ha operato Tommaso Giaquinto, per me è un onore senza fine”. Nelle numerose occasioni di convivialità cui abbiamo avuto il piacere di partecipare con De Stefano, eravamo sempre incantati nell’ascoltare i suoi primi anni di attività artistica cominciati nella Napoli della seconda guerra mondiale, quando aiutava la sua famiglia eseguendo ritratti ai militari americani portando così a casa il necessario per sopravvivere. Per la sua bravura lo segnalarono persino al generale Mark Clarck che lo volle fino a Cassino al suo cospetto per farsi fare un ritratto. Con la scomparsa di De Stefano se ne va un grandissimo artista che fu subito incantato da Sant’Agata, un amico della città e con tutto l’onore e l’orgoglio possibile, nostro grande amico. Una grandezza non solo dimostrata con rara tecnica e valenza artistica che nelle sue opere, con bellezza e tragedia ugualmente struggenti, ha saputo rappresentare personaggi storici che non potevano prescindere anche dalla storia napoletana. Nei numerosi cicli pittorici, De Stefano ha saputo rappresentare arte e storia nella pittura come pochi artisti contemporanei hanno saputo fare. Coniugare arte e storia senza contaminarla è dei grandi artisti, dove la bellezza e la tragedia cui prima abbiamo fatto riferimento, riescono a riportare i personaggi nel loro contesto attualizzandolo, ricollocandoli nel loro tempo con tutta la tragicità che hanno vissuto spesso conducendoli al compimento del loro destino e dunque alla loro fine. La sua ultima presenza a Sant’Agata risale al 10 febbraio 2020 quando, in occasione della celebrazione della vicenda di Carmine Iannotta sopravvissuto ad Auschwitz, volle essere presente e per quella circostanza, realizzò un’opera ispirata alla Shoah che avemmo il piacere di esporre nella Galleria da lui voluta. La foto lo ritrae proprio in quell’occasione e vicino alla sua opera. Mi piace ricordare dell’uomo De Stefano anche il notevole spessore umano e l’umiltà che lo distingueva. Se ne è andato Armando De Stefano senza che abbiamo risolto un piccolo problema fra noi: insisteva continuamente che lo chiamassimo semplicemente per nome, Armando. Per essere sinceri pur sforzandoci, non ci siamo mai riusciti e il “Voi e Maestro” hanno sempre preceduto ogni nostro discorso rivolto a lui. Un solo rimpianto non potremo mai appagare. Un giorno espresse il desiderio di essere sepolto nel cimitero della nostra città chiedendo la disponibilità di un loculo. Purtroppo niente fu predisposto per tale richiesta. Poco dopo, più attento e sensibile si dimostrò il sindaco di Vico Equense che gli offrì un loculo nel cimitero locale. Ed è lì, a Vico Equense, che sarà sepolto stamattina Armando De Stefano facendo crescere ulteriormente il nostro rammarico e il nostro dolore per la sua dipartita. Ma incommensurabile sarà anche la nostra eterna gratitudine per averci concesso l’onore della sua amicizia e per avere tanto amato la nostra città. Grazie Maestro Armando De Stefano

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