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Bonea, Otto Marzo: Clementina Perone, la ventenne eroe

Bonea, Otto Marzo: Clementina Perone, la ventenne eroe
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Una donna tra le donne che non potranno essere dimenticate. Nella giornata dell’8 Marzo riproponiamo la storia di una eroina nostrana. Che immolò la sua giovane vita quale estremo atto della personale missione di docente. Clementina Perone, per non dimenticare.

Un bus con una comitiva festante di bambini all’interno. E’ un giorno speciale: i piccoli di Bonea si stanno dirigendo in colonia. Sveglia di buon ora con destinazione mare. La tragedia, però, si materializza inattesa ed improvvisa. Un incidente, quando il veicolo attraversa il territorio di Paduli, coinvolge il mezzo da cui, ben presto, scaturisce un principio di incendio. Le fiamme ci mettono poco ad avvolgere la corriera trasformando la stessa in un’immensa torcia di lamiere. Il 2 Agosto 1968. Una data che trasforma Clementina Perone, maestra appena 20enne, in un eroe. La giovane insegnante, originaria di Bonea, non esita ad immolarsi. Una volta che l’autista ha arrestato la corsa del mezzo, infatti, la donna inizia a far fuoriuscire i piccoli alunni. Uno, due, dieci. Entra ed esce, nonostante il fumo ed il calore crescenti. Mette in salvo, a ripetizione, più e più piccoli. C’è concitazione, si fa la conta dei bambini. Una manca all’appello: proprio quella che i genitori avevano caldamente raccomandato alla maestra. Gliel’avevano affidata pregando in un occhio di particolare riguardo. Quella bimbetta, forse meno pronta o più impaurita rispetto alle sue coetanee, non è scesa dal torpedone. E’ rimasta li, al suo posto. Ma la maestra non può assistere impotente. Si getta all’interno, nonostante il calore e le fiamme siano invincibili. Sa, forse, che questa volta non sarebbe tornata indietro. Ma non importa. Quella piccolina non può morire da sola. E così Clementina entra e va a morire con la sua alunna. Il suo coraggio, la prontezza precedentemente mostrati hanno consentito di salvare decine di vite. Persone oggi cinquantenni, con famiglie e lavoro, che devono tutto a quella donna che immolò la bellezza dei suoi venti anni in una calda mattina di mezzo secolo fa. Medaglia d’oro al valore civile, già oggetto di intitolazione di una piazza nella sua Bonea e di una scuola nel milanese: per non dimenticare un estremo atto di generosità.

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