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Bagnoli di Sant’Agata de’ Goti: San Sebastiano Martire, una festa “vecchia” di 450 anni

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San Sebastiano Martire venerato nella più popolosa frazione di Sant’Agata de’ Goti, Bagnoli già Castrum Balneoli. Quest’anno, nel pieno rispetto della normativa anti Covid-19 ed in ottemperanza alle disposizioni sanitarie, il Santo riceverà l’omaggio dei suoi devoti. I dati agiografici su san Sebastiano sono limitati all’antichissimo calendario della Chiesa di Roma, la “Depositio Martyrum”, confluita poi nel “cronografo” dell’anno 354. Sant’Ambrogio lo cita con lode nel suo commento al Salmo 118. La Passio del Santo scritta nel V secolo, offre preziosissimi elementi. Sebastiano di origine paterna narbonese nell’attuale dipartimento dell’Aude nella regione dell’Occitania, e di madre milanese, nasce verso l’anno 263. Trasferitosi a Roma entra nella guardia pretoriana fino a divenire tribuno della prima coorte della guardia imperiale. Stimato dagli stessi imperatori Massimiano e Diocleziano per coraggio, lealtà e carisma presso i soldati. Approfittando della sua posizione, Sebastiano incoraggia i cristiani ed aiuta a recuperare il corpo di alcuni martiri per la sepoltura. L’adesione alla fede cristiana gli costa la vita. I fatti: due giovani cristiani Marco e Marcellino figli di Tranquillino, vengono pubblicamente da Sebastiano incitati a non sacrificare. Zoe, moglie di Nacastro, capo della cancelleria, vedendolo circondato di luce si inginocchia ed ottiene di poter riacquistare la parola dopo sei anni. Nicastro suo marito libera i due giovani che però rifiutano di scappare dal carcere. Alla fine avendo anche Tranquillino ricevuto il battesimo si riesce a testimoniare la fede contro il prefetto Cromazio, il quale inaspettatamente chiede il battesimo ed insieme a suo figlio Tiburzio diventa cristiano. La situazione appare fuori controllo e sono lontani i tempi di Gallieno che aveva optato per una certa tolleranza. Galerio e Diocleziano intendono invece combattere con tutte le loro forze i cristiani perché pericolosissimi per il loro potere. Sebastiano viene, vigliaccamente, denunciato all’Imperatore. Lo stesso imperatore Diocleziano gli offre però salvezza a patto che l’accusato Sebastiano, sacrifichi agli idoli. Ma Sebastiano rifiuta recisamente. Viene condannato al supplizio delle frecce e saranno gli arcieri suoi sottoposti a doverlo configgere a morte. Ma qui la tradizione non è univoca. Pur gravemente ferito Sebastiano viene curato dalla pia Irene. Appena riacquisita la salute si ripresenta e riprende aspramente l’Imperatore che ne ordina la esecuzione a colpi di bastone nel Circo Massino. La devota Lucina, avvertita in sogno, recupera il corpo dalla Cloaca Massima in cui l’Imperatore lo aveva fatto gettare in totale dispregio di ogni norma etica verso i defunti. Siamo verso l’anno 304, lo stesso del martirio del Vescovo di Benevento Gennaro e compagni a Pozzuoli e di Santa Giustina a Padova. Sebastiano in eterno resta il soldato che ha dato il sangue per testimoniare la fedeltà a Cristo. Non a caso la Piazza adiacente all’edificio sacro è intitolata proprio a san Sebastiano. La Piazza da tutti attesissima, ha visto la luce l’11 maggio 2013! Una semplice e solenne inaugurazione, fiore all’occhiello del lavoro civico ed amministrativo saticulano e che ha registrato fra l’altro, lo diciamo con umiltà ed obiettività, la pervicacia da guerriero di un assessore “bagnolese doc” che si è battuto anche per l’intitolazione “doverosa” a San Sebastiano! Qui si svolgeranno, meteo permettendo, le Sante Messe della Vigilia e del giorno proprio della Festa, il 20 gennaio. Non vi possono essere eventi processionali e assembramenti ma i fedeli non faranno mancare il loro omaggio. Il Santo non tradisce. La tradizione della Festa in onore di San Sebastiano si presenta a Bagnoli, per dirla con i Latini, ab immemorabili! A Sant’Agata de’ Goti comunque ha quasi 450 anni. Si presume infatti che l’affidamento al Santo nella meravigliosa chiesa voluta dal Vescovo Pietro Della Gatta, nel 1401 c.a. e parrocchia arcipretale intitolata alla Madonna Assunta sotto il Vescovo Giovanni Guevara (De Gennaro) intorno al 1527, sia associabile alla tremenda peste del 1575-77, detta “Peste di San Carlo” (all’epoca valentissimo Arcivescovo della diocesi mediolanense) ma registrata anche nei diari di Niccolò Palmerino e Filippo Paruta, a Palermo a partire dal 9 giugno di quel tragico 1575. Palermo fra l’altro vide il primo lock down della storia, indetto dal prefetto sanitario Ingrassia con la tecnica dell’isolamento, detto “bareggiamento”. In altri termini venne coinvolta l’intera italica penisola da Milano ad Agrigento nell’arco di due terribili anni (1575-1577). Il tasso di mortalità risultava essere per la peste polmonare intorno al 50%. Le altre due forme furono la setticemica e la bubbonica che risultarono non meno devastanti. San Sebastiano invocato a Roma contro la peste già nel VI secolo fece grazia ai villici di detto Castro, il cui Vescovo saticulano dalla fine del XII secolo per aver appoggiato l’imperatore Enrico VI, se ne intitola barone (Baro Castri Balneoli). San Sebastiano è ben noto patrono della Polizia Municipale, degli atleti, degli arcieri…ma soprattutto è invocato contro le malattie contagiose! Quanto mai attuale ne risulta l’affidamento! Ma San Sebastiano rappresenta per Bagnoli e non solo, molto di più. In questo periodo tipico di tanti lavori campestri il borgo bagnolese si ferma; non si fanno conserve, insaccati ed altro. Si va dal Santo, si parla a lui e a lui si apre il cuore. La fede prevede la consapevolezza che i Santi e in particolare la Regina dei Santi, Maria Santissima, ci portano al Nostro Signore e Salvatore Gesù! Non mancherà l’attenzione agli ammalati e ai bisognosi in questi giorni sempre con la prudenza massima dal punto di vista sanitario. Si spera presto di rivedere all’opera i membri dell’antica Confraternita della Madonna dei Sette Dolori promossa dall’Arciprete Giovanni Malgieri ed approvata dal venerato Vescovo Domenico Ramaschiello, il 20 luglio 1883. Non si dimentichi che, dal “ricostruendo” Archivio Parrocchiale, si segnala il matrimonio di Angelo Gagliardi ed Anna Sacco il 21 giugno 1764 (giovedì mattina), sotto l’Arciprete Mattia Fiorillo, ai tempi del Santo vescovo e dottore della Chiesa, Alfonso Maria de’ Liguori! Per la festa dell’Assunta del 1921, lo stipendio annuale del sacrestano è di lire 102,00 (8,5 al mese) mentre si spendono per la Festa dell’Assunta lire 25,00. Per il “protettore” San Sebastiano si spendono ben lire 72,00! La Vigilia di San Sebastiano, giorno 19, ricorderemo un caro amico deceduto a Pistoia per un incidente di bicicletta, il sig. Pietro Bagnoli. La Comunità di Bagnoli ha un forte legame con tutti gli emigrati in Italia e non. Non solo, ma lo scorso 3 gennaio ha scoperto una targa all’angelo in cielo Rossella Piscitelli, volata in cielo quattro anni fa. In contrada si sta pensando anche di onorare ulteriormente il parà della folgore Pietro Di Nuzzi, già ministrante, e altri giovani che purtroppo sono scomparsi prematuramente. Si ringraziano tutti i collaboratori della Parrocchia, in particolare i Ministranti, il gruppo Marta e Maria per il decoro liturgico, i genitori, i giovani, l’associazione Enjoy Bagnoli, oltre alle autorità civili ed al personale della Scuola Primaria inaugurata con fierezza dal giovane don Sordillo nel 1957, su proprietà donata a tale scopo dal benemerito Gen. Rodolfo Verduzio di Castellammare di Stabia! Si ringraziano tutti i devoti. Un episodio, fra i tanti a Bagnoli. Si narra che don Quarto Michele Sordillo, parroco dal 1950 al 2005, soleva rassicurare il mastro bandista Pasquale anche quando pioggia, vento e a volte anche la neve (celebre quella del 1985) sembrava impedire tutto: «Non ti preoccupà Pasquà, noi comunque sapimme che ce pensa San Sastiano!». Immancabilmente appariva il sole sulla neve. Che questo periodo di vaccinazioni e misure sanitarie, ritrovi alla luce della fede e della indispensabile conversione del cuore, il suo “sole sulla neve”. Il Santo, si sa, non tradisce mai.

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