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Apertura scuole, Feleppa “Ci sarà sicurezza per studenti e e personale?”

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“Ad una decina di giorni dal ritorno in classe ci poniamo l’interrogativo di tanti: sarà sicuro rimettere piede nelle scuole per alunni, indirettamente per leloro famiglie e per il personale?”.
Questo l’interrogativo che si pone Angelo Feleppa, Segretario regionale di “Alleanza di Centro”.
“Ovviamente noi  tifiamo per il ritorno in aula, questo è ovvio, ma ciò deve essere fatto con la debita sicurezza. A che punto, per iniziare, sono le varie Amministrazioni locali nell’adeguare gli spazi alle nuove esigenze anti-Covid?Ma ben prima di questo aspetto, tuttavia, ci poniamo interrogativi sull’effettiva sicurezza del ritorno in aula.
Con riguardo alle scuole dell’obbligo, non sarà previsto tra i banchi l’uso di mascherine, il che è comprensibile per la difficoltà che avrebbero gli alunni nell’indossare il dispositivo per ben cinque ore.

Ma è anche vero che, in piena pandemia, appare un rischio che 15-20 piccoli, esattamente non ligi al rispetto delle norme igieniche, permangano in un ambiente chiuso per cinque ore sviluppando droplet, cosa che, in un certo senso, renderebbe vano ogni pur teorico distanziamento.
La riapertura delle scuole pare derogare a tutte le norme di sicurezza che ci sono state somministrate in questi mesi di criticità epidemica.

Niente mascherine nelle aule, distanziamento derogabile nelle classi come sui mezzi di trasporto. Preoccupa lo stato di diffusa scarsa informazione anche da parte delle Istituzioni scolastiche di prossimità e la chiara percezione, anche da parte loro, di come tutto sia – a pochi giorni dallo “start” – ancora imprecisato, vago. In definitiva: stiamo assistendo ad un rapido aumento dei contagi, specie in Campania. Siamo stati, ieri come in un paio di altre date nell’ultima settimana,la regione con il maggior numero di nuovi casi giornalieri.
Riaprire in questo momento le scuole può rappresentare un rischio troppo alto per la diffusione del virus. Tanto più che non abbiamo contezza di quale sarà l’impatto del freddo sui fisici e, quindi, sulla manifestazione clinica: in queste ultime settimane, 
infatti, il virus ha circolato ma si è manifestato in modo prevalentemente soft a causa anche del caldo che rende gli organismi più forti. Non sarebbe, pertanto, stato più saggio avere un atteggiamento di attendismo per comprendere l’impatto dell’epidemia sulla stagione invernale?
In più non sono chiari alcuni aspetti relativi ai protocolli di sicurezza: nel momento in cui un bambino manifesterà un sintomo respiratorio o qualchelinea febbrile, come si dovranno comportare i genitori?
Dovranno, nel dubbio che sia un banale raffreddamento o un’infezione da Covid, attivare comunque le procedure? Nell’attesa il bimbo e la sua famiglia dovranno restare in quarantena, con giorni di scuola e di lavoro inevitabilmente persi?
In definitiva: “Alleanza di Centro” ritiene che sarebbe stato maggiormente opportuno osservare per qualche altro mese l’andamento del virus ed iniziare con una didattica a distanza. 
Su questo versante bisognava investire e non gettare soldi in banchetti monoposto e sedie con le rotelline.
Intanto, invece si sperperare soldi in improbabili banchetti monoposto, si potevano stanziare fondi per bonus baby sitter al fine di agevolare le famiglie con ambolavoratori.
Questa corsa alla normalità, anche tra i banchi, ci preoccupa: temiamo che, a fronte di primi malanni, vi sarà un riversarsi sul sistema sanitario con un collasso dello stesso.
Ed abbiamo la sensazione che si tiri ad indovinare, che si tenti la buona sorta. Un pò come, perla delle perle, si è ammessa la riapertura delle discoteche purchè i ragazzi 
ballassero a due metri di distanza l’uno dall’altro. Se non fosse un argomento drammaticamente serio, vi sarebbe – chiude Feleppa – da ridere”

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