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Maglione “Mastella sull’impianto dica no al suo alleato De Luca”

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Mastella alla fine, messo alle strette, ha battuto un colpo e chiaramente lo ha fatto adottando la sola e unica strategia che conosce: spostando l’attenzione su tematiche che non costituiscono il cuore della questione, senza assumere una posizione politica netta. Per essere chiari da subito: il Movimento 5 Stelle è contro la centrale turbogas Luminosa e senza esitazioni ha già chiesto chiarimenti al MISE. Dallo stesso ministero hanno fatto sapere che non si tratta di una nuova autorizzazione ma di una procedura cominciata nel 2010, durante il governo Berlusconi. Lo stesso schieramento politico che Mastella rappresentava al Parlamento Europeo. In virtù di quest’autorizzazione preesistente, la società ha chiesto una proroga di inizio lavori, causa covid, che è stata valutata dagli uffici e non certo dal ministro, in base alla normativa vigente.

Dati i chiarimenti del caso, aggiungo che è fastidiosa l’ipocrisia di chi a giorni alterni e a seconda della convenienza, utilizza il proprio ruolo per abbracciare solo ciò che è elettoralmente utile per poi allentare la presa al primo cambio di casacca, evento ciclico, come tutti sanno.

Dovrei ricordare al sindaco Mastella di quando era a Sassinoro a farsi paladino della protesta contro le scelte scellerate di De Luca per poi dileguarsi una volta diventato suo alleato. Oppure potrei ricordargli di quando convocava un giorno sì, e l’altro pure, la conferenza dei sindaci per le vicende sanitarie locali, salvo poi cambiare improvvisamente atteggiamento una volta cementata l’alleanza con De Luca, mentre il M5S denunciava l’assoluta assenza della Regione in provincia durante l’emergenza Covid.

Insomma, da chi vanta di aver avuto come interlocutori persone del calibro di Moro mi aspetto che da quelle interlocuzioni abbia ereditato l’onestà intellettuale e l’abilità di far tesoro dell’esperienza che la sua storia politica gli consegna – e che Mastella spesso ricorda in deliri di autocelebrazione – non solo per assicurarsi un reddito di politicanza per sé e per la famiglia, ma anche per sostenere le istanze del territorio, a prescindere dai mutevoli e frequenti cambi di casacca.

Mastella dica NO all’impianto che si vuole realizzare a discapito dell’agroalimentare di eccellenza del Sannio. Lo faccia senza alcuna remora. Così come il Movimento 5 Stelle si spenderà in tutte le sedi per opporsi a una autorizzazione che – ripeto – doveva essere impugnata politicamente e amministrativamente anni fa, quando Mastella aveva il potere di farlo essendo già tra gli scranni più alti delle istituzioni politiche, a differenza del M5S.

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