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Lombardi (PCI) “Scuola sia priorità”

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nota stampa Pci Sant’Agata de’Goti

La Scuola è una priorità, e lo è ancora di più in questo momento. Con il covid le scuole sono state le prime a chiudere e saranno le ultime a riaprire. La scuola è una priorità perché è a loro che affidiamo il nostro bene più caro: i nostri figli. La scuola è una priorità perché oltre al suo imprescindibile ruolo educativo, è un sostegno alle famiglie in cui lavorano entrambi i genitori. La scuola è una priorità, perché senza la scuola, molte donne, durante questa pandemia, hanno perso il lavoro.

Il MIUR quest’anno per la riapertura delle scuole ha previsto delle linee guida, che sono cambiate tante volte, ma su una cosa non ci sono mai state modifiche: gli Enti Locali avevano il compito di dare vita ad una task force locale che avrebbe dovuto mettere assieme il comune, i dirigenti scolastici, i docenti e i rappresentanti delle famiglie. Assieme, tutti questi soggetti avrebbero dovuto trovare soluzioni alla questione degli spazi scolastici, avrebbero dovuto lavorare per la mensa sia sulle tempistiche che sulle modalità, assieme avrebbero dovuto capire come gestire i trasporti, vista la presenza di un virus che quest’anno ha spiazzato tutti.

La scuola però non è una priorità a Sant’Agata de’ Goti, dove a causa dello scioglimento del Consiglio Comunale questo lavoro non è stato fatto. A causa del commissariamento, non c’è stata nessuna task force, nessun tavolo di concertazione, nessun supporto e questo proprio nel momento più drammatico della riorganizzazione. I dirigenti e le famiglie sono stati lasciati soli.

In questo contesto, le dichiarazioni apparse sui giornali da parte del candidato sindaco Carmine Valentino appaiono strane, alquanto singolari: loro che hanno presentato le dimissioni in pieno periodo di epidemia vengono ora a parlarci di tavoli di concertazione, dopo che per mesi non hanno posto alcuna attenzione al tema scuola. Avrebbero dovuto porsi la questione, alquanto scontata, prima di dimettersi. 

In questo periodo di vuoto politico, se non fosse stato per una richiesta protocollata e depositata dal PCI all’attenzione della Segretaria Comunale e del Commissario, le nostre scuole avrebbero perso  40 mila euro di contributi del Miur per gli interventi post covid.

La scuola va davvero messa al centro degli interessi pubblici e non solo in tempi di campagna elettorale, anche perché, al di la della situazione contingente, noi abbiamo ancora un servizio mensa che inspiegabilmente parte sempre in ritardo, mettendo in seria difficoltà le famiglie ogni anno e i trasporti scolastici non sono capillari.

Ai lavori prodigati dagli istituti vanno associati anche certezze di altra natura. Si deve far di tutto per garantire che il bando mensa per le scuole primarie avvenga entro settembre, magari basandolo sul principio del chilometro zero in modo da contribuire alla ripresa dell’economia locale. Inoltre, in funzione del rischio di contagio, alla scuola va associata una mobilità scolastica capillare, che consenta il trasporto in sicurezza degli studenti.

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