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Bonea, resta in carcere l’aggressore di don Alfonso

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Resta in carcere l’uomo che aveva aggredito don Alfonso Lapati, parroco della Comunità di Bonea.
Così ha disposto il Gip del Tribunale di Benevento, dottoressa Gelsomina Palmieri, ad esito della udienza di convalida.
Una udienza cui Tino De Nitto non si è presentato dal momento che lo stesso ha rifiutato, ieri mattina, di salire sul cellulare che l’avrebbe dovuto trasferire dalla struttura detentiva di Ariano irpino al Palazzo di Giustizia
del Capoluogo sannita.
Carcere, quindi, confermato per il 49enne caudino la cui condizione, a quanto pare fortemente compromessa dalle dipendenze, pretende
un approccio anche sanitario oltre a quello squisitamente di tipo giudiziario.
Praticamente innocuo fino ad una manciata di mesi addietro, De Nitto
ha esordito nelle sue intemperanza nel mese di Giugno allorquando ebbe a inveire contro dipendenti del Comune e delle Poste.
Intemperanza solo verbali che, tuttavia, pretesero l’intervento degli uomini dell’Arma dei Carabinieri che, una volta fermatolo, ebbero a trasferirlo presso la Caserma di Montesarchio dove allo stesso venne rinvenuta un’ascia occultata all’interno dello zaino che recava con se.
Quindi i domiciliari, dai quali lo stesso ebbe ad evadere per poi vedersi ridimensionata la pena ad obbligo di firma.
Quindi l’aggressione a don Alfonso, i calci, i pugni.
Ed una situazione che, a questo punto, merita – al di la del regime cautelare – una seria valutazione, come detto, di ordine sanitario

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