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“Clan caudino”, cadono al Riesame due capi di accusa

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Cadono due capi di accusa in capo a Pietrantonio Morzillo.
Ne cade uno di quelli pendenti su Antonio Buonanno.
Per tutti e due, però, è confermata la detenzione in carcere.

Questo è il succo del Riesame i cui esiti sono stati diffusi nella giornata di ieri all’indomani della udienza che si era sviluppata Giovedi 23.
Prime analisi giudiziarie, quindi, successive alla emissione dell’ordinanza connessa all’operazione Zeus, azione che ha portato in carcere otto persone, tra Airola e Moiano, accusate, a vario titolo, di essere state dedite ad attività estorsive con l’aggravante della metodologia camorristica.
Ebbene, il Riesame ha ritenuto non sussistente, in capo a Morzillo e ad altro giovane – indagato a piede libero – l’atto estorsivo contestato nell’ordinanza emessa dalla Dda napoletana e che sarebbe stato perpetrato ai danni di una macelleria di Sant’Agata de’ Goti.
Era il mese di Febbraio del 2019 allorquando, poco dopo le 22, una forte detonazione scosse il centro cittadino.
La Dda ha contestato il raid a Morzillo, come da capo 7 del provvedimento spiccato dal Gip della Procura antimafia.
Una evoluzione che ha spazzato via anche l’ulteriore contestazione, come da punto otto, relativa al trasporto di arma – il riferimento è alla bomba che sarebbe stata recata sul posto e li fatta detonare.
Per il resto, depennata dalla lista di accuse gravanti su Buonanno quella connessa alla detenzione di una pistola in luogo pubblico.
Si va a processo, quindi, sempre in attesa delle udienze di Riesame che interesseranno gli altri imputati, con la posizione parzialmente alleggerita per i due ora detti e sul cui groppone, tuttavia, è restata viva la pesante aggravante del metodo camorristico

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