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“Noi siamo gli amici, già sai quello che devi fare”: le minacce del clan caudino

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Una macelleria di Sant’Agata de’ Goti, un’altra di Moiano.
E, ancora, il titolare di una onoranze funebri, un imprenditore edile di Montesarchio.
Una ditta ricadente lungo la Statale Appia, il principale azionista di una nota avicola del Comprensorio.
Sono queste le attività ad essere state attenzionate dal gruppo che, come viene indicato nelle carte della Dda, puntava ad affermare il proprio potere criminale sulla Valle Caudina.
Telefonate minatorie, atti incendiari, colpi di arma da fuoco.
Dai documenti della Direzione distrettuale antimafia emergono i metodi che il cartello avrebbe adottato per intimorire i destinatari delle attenzioni. Come la macelleria di Sant’Agata de’ Goti, cui fu piazzato un potente ordigno rudimentale nel mese di Febbraio 2019; o la macelleria di Moiano verso cui, quattro mesi prima, gli stessi esplosero colpi di arma da fuoco. Ma vi è anche l’episodio dell’imprenditore delle pompe funebri, cui fu data fuoco una porta-finestra dell’abitazione.
E, ancora, a Paolisi, una richiesta avanzata da un giovane che pretese gli fosse corrisposta la somma di 100.000 euro.

E, poi, il furgone di una seconda azienda paolisana, lungo l’Appia, dato alle fiamme. Nessuno degli imprenditori, alla fine, pagherà.
Per questo l’estorsione reale non sarà mai consumata ma, come da ipotesi accusatorie, configurandosi solo quella del tentativo.
Restano, però, le frasi di forte impatto intercettate dagli inquirenti.

“Sono sette mesi che i compagni stanno aspettando e voi sapete dove andare…ci dovete dare 100.000 euro”.
Ed ancora “Se voi non fate quanto vi sto dicendo, li conosco, si potrebbero ritorcere contro di voi e vi alzate una mattina e trovate qualche colpo d’arma da fuoco o vi incendiano come segnale”.

O quella rivolta ad un imprenditore airolano “Noi siamo gli amici, già sai quello che devi fare”.
Oggi, intanto, gli interrogatori di garanzia presso la Casa circondariale di Secondigliano dove gli otto uomini sono stati accompagnati.

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