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Cervinara. Ancora una pubblicazione scientifica per il prof. Ugo Cioffi

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LA CHIRURGIA ROBOTICA NEL NUOVO MILLENNIO, E’ VERAMENTE UTILE?

Prof. FULVIO TAGLIABUE, MARCO CHIARELLI, UGO CIOFFI

Nella seconda metà degli anni Novanta la chirurgia laparoscopica ha rivoluzionato il mondo della chirurgia consentendo, dopo lo scettiscismo iniziale, di eseguire numerosi interventi attraverso piccoli fori anziché lunghe e dolorose cicatrici.

Ora, a distanza di poco più di 20 anni si sta assistendo ad una nuova rivoluzione in chirurgia o chirurgia 3.0, ossia all’introduzione in sala operatoria di un sistema robotico e dell’intelligenza artificiale che possono permettere al chirurgo di eseguire interventi molto complessi sempre con tecnica miniinvasiva ma ad un costo ancora abbastanza elevato.

Molti studi scientifici internazionali e nazionali hanno mostrato ad esempio la sicurezza, la fattibilità e l’adeguatezza oncologica dell’emicolectomia destra robotica. L’emicolectomia destra laparoscopica è da considerarsi un intervento complesso. La chirurgia robotica è stata introdotta quindi con lo scopo di oltrepassare questi limiti anche se con costi di utilizzo più elevati. Per ottimizzare al meglio i vantaggi di questa tecnica è necessario selezionare accuratamente i pazienti da operare. Allo stesso tempo a causa dell’innalzamento dell’età media dei pazienti, un numero sempre maggiore di procedure vengono eseguite su popolazione anziana con diverse patologie associate che possono incidere sul decorso e sulle complicanze postoperatorie.

Uno studio italiano pubblicato recentemente su World Journal of Gastrointestinal Surgery (SU INVITO), nota rivista internazionale, mette per la prima volta a confronto la nuova tecnica robotica con la tecnica laparoscopica per il trattamento del tumore del colon destro tenendo in considerazione l’età dei pazienti e le patologie ad essi associate.

Sono stati analizzati in modo retrospettivo e con analisi statistica 123 interventi chirurgici (68 interventi laparoscopici e 55 interventi robotici) tenendo conto di tutta una serie di parametri (esempio: età, rischio anestesiologico, patologie associate). I risultati di questo studio dimostrano che la chirurgia robotica può essere una tecnica sicura con una minor degenza postoperatoria e ad una più veloce ripresa della funzionalità intestinale rispetto alla tecnica laparoscopica. L’età avanzata (maggiore di 75 anni) e le frequenti comorbidità associate possono influire sulla degenza postoperatoria sia per la tecnica robotica che laparoscopica. Ulteriori studi costi-effetto sono necessari per stabilire se la chirurgia robotica possa essere effettivamente utilizzata in ambito oncologico su pazienti anziani e con numerose patologie associate.

In futuro il chirurgo probabilmente vedrà l’analisi dell’intelligenza artificiale sulla popolazione e sui dati specifici di ogni paziente in ogni fase dell’assistenza : preoperatoriamente per valutare il rischio specifico del paziente per fare un planning operativo. intraoperatoriamente l’analisi dei dati per prevedere ed evitare eventi avversi ed infine postoperatoriamente per continuare ad integrare i dati e di conseguenza migliorare anche le prime due fasi.

I chirurghi sono posizionati in modo tale da aiutare a guidare queste innovazioni piuttosto che aspettare passivamente che la tecnologia diventi utile.

La comprensione dell’intelligenza artificiale sarà la chiave per trasmettere in modo appropriato i risultati di analisi complesse come previsioni di rischio e algoritmi di trattamento ai pazienti nel contesto clinico appropriato, per ridurre al minimo le possibili complicanze ed avere migliori risultati.

https://www.wjgnet.com/1948-9366/full/v12/i6/287.htm

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