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“Postspettatorialità, l’ultima “fatica” di Mario Tirino

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“Postspettatorialità. L’esperienza del cinema nell’era digitale” è il titolo dell’ultimo volume di Mario Tirino, sociologo dei processi culturali presso l’Università di Salerno.

Il libro è pubblicato nella prestigiosa collana “Motus” dell’editore Meltemi.

Il testo parte dall’idea che il cinema, sin dagli albori, si è misurato con una serie di shock tecnologici (il sonoro, la televisione, l’home video) che hanno reso la sua forma culturale più adattabile allo scenario ridisegnato dai media digitali. A partire dal concetto di mediashock, Tirino si misura con molte  teorie sociologiche, mediologiche, fenomenologiche, estetologiche per raccontare come si è trasformato il modo di essere spettatori del cinema dagli inizi del Novecento ai giorni nostri.

Nella seconda parte del volume, invece, sono descritte le pratiche quotidiane in cui siamo immersi ogni volta che guardiamo film: le tecniche di engagement, con cui le industrie mediali provano a incorporare in maniera sempre più coinvolgente i pubblici nei processi di promozione (per esempio attraverso giochi, concorsi, contest); le nuove forme che assume l’esperienza della sala cinematografica digitale, tra spettacoli sempre più immersivi (Realtà Virtuale, 3D) e sempre più esclusivi (è il caso di “Secret Cinema”); i dvd, la distribuzione informale, Netflix e le streaming wars.

Un ultimo capitolo è riservato alle tecniche di archiviazione “domestica” con cui gli utenti mediali dell’era digitale provano a mettere ordine nelle loro sempre più vaste collezioni. “Postspettatorialità” è stato definito dal professor Gino Frezza come “un punto di svolta nel dibattito contemporaneo sui media digitali”.

Attraverso il framework della postspettatorialità Tirino prova a superare i limiti del concetto di spettatore per identificare una nuova tipologia di utente mediale, attivo e partecipe nei processi socioculturali della contemporaneità, che sia insieme consumatore, distributore, programmatore, archivista e produttore.

Nei ringraziamenti del volume c’è inoltre un sentito omaggio ai maestri degli anni della formazione airolana: Mario Napolitano, Angelina Casadonte, Melina Moscato e Giuseppe Pedoto.

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