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Valentino, la replica

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dal profilo social di Carmine Valentino

Mi preme esprimere, con alcune considerazioni, il mio pensiero, modesto e sincero, sulla vicenda legata all’anticipata interruzione della consiliatura a Sant’Agata de’ Goti.
Credo che quando una maggioranza decide di porre fine ad una consiliatura, peraltro con una certa autonomia numerica, ci si debba innanzitutto interrogare sul perché si sia determinato il dissenso politico e, come nel caso di specie, in maniera così ampia. Una quasi unanime presa di coscienza sulla necessità di ritornare all’elettorato per rinnovare, rilanciare e sostenere un nuovo progetto amministrativo.
La scelta è divenuta obbligata vista l’esigenza, da tempo segnalata anche da me, di adottare un approccio metodologico che vedesse protagonisti tutti i rappresentanti legittimati dal consenso popolare, il cui voluto “distacco”, protratto nel tempo, ha portato a questo atto dovuto, di responsabilità, senza altre strategie né accordi di opportunità.
Sto assistendo, con profondo rammarico che non nascondo, a tanta tattica e strumentalizzazione, nel volere imputare una responsabilità politica a chi, come me, si è messo in questi mesi al margine ed allontanato da ogni interlocuzione in ambito amministrativo, per un profondo e noto disagio vissuto. Si è ora alla ricerca di individuare il “regista occulto” di un “agguato politico”. No, non lo posso accettare, per serietà e verità dei fatti. In questi dodici mesi ho svolto, come confà al mio essere, con serietà ed impegno il mio compito, ho fornito il mio contributo quando sono stato coinvolto, spesso, però, non mi è stato possibile darlo in quanto non mi è stato neanche richiesto, in altre occasioni ho dato un contributo senza ricevere alcun riscontro. Insomma, una volontà dell’ex Sindaco, da subito palesatasi all’indomani dell’elezione, ad avviare un percorso amministrativo spesso “solitario”, privo di confronto e di ascolto verso tanti, forse verso tutti. Da sempre ho ritenuto che i luoghi del confronto e delle decisioni, nel rispetto delle competenze, esperienze e prerogative di ognuno, siano quelli politico-istituzionali e non altri.
La linearità comportamentale, la serietà e la responsabilità per aver fornito un contributo, seppur modesto, all’elezione dell’ex Sindaco, mi avrebbe dovuto portare da subito a formalizzare e stigmatizzare tale atteggiamento, dalle prime battute amministrative, dalle prime decisioni e scelte a cui tutti noi siamo stati costretti solo ad assistere, ma così non è stato e, né io né gli altri, mai siamo venuti meno alla lealtà e al sostegno senza rinunciare, però, alla critica costruttiva e alla proposta amministrativa, nota a tutti ed evidenziata in varie occasioni.
Ad un certo punto, però, mi sono assunto la responsabilità, nel mese di gennaio di quest’anno, di dimettermi dal ruolo di capogruppo unico di maggioranza, dando chiaramente un segnale forte alla maggioranza stessa ed all’ex Sindaco, per ragioni e motivazioni squisitamente amministrative, note a tutti, legate ad una carenza metodologica sui temi ed argomenti che avrebbero meritato attenzione e condivisione di tutti, sminuiti, invece, a ratificatori di altrui scelte. Si è stati costretti spesso ad assistere a “disattenzioni” ed a superficialità nei confronti di questioni inerenti temi legati a priorità amministrative, con un’assenza (quasi totale) anche in contesti sovracomunali.
E’ stata evidente la “smarcatura” e l’approccio superficiale su percorsi ed impegni significativi a difesa delle prerogative della nostra comunità: dalla gestione legata alla “battaglia” politica amministrativa, anche legale, sull’ipotesi della attivazione a località << Fossa delle Nevi >> in Durazzano di un nuovo sito estrattivo, alla quasi consolidata estromissione automatica su tante altre “battaglie” politico-istituzionali come la sempre attuale questione della sanità ospedaliera, fino alla mancata partecipazione in processi decisionali come quelle degli Enti di secondo livello, del Parco Regionale del Taburno o come quelle dell’Assemblea della Conferenza provinciale dei Sindaci; in sostanza una scelta quasi sistematica di “abdicare” ad un ruolo centrale della nostra Città, in assoluta discontinuità con un protagonismo costruito ed apprezzato, e mi sarà consentito sottolinearlo, nell’ultimo decennio.
Come dire, ad un tratto si è assistito ad un cambio di marcia: una squadra, in sostanza la stessa squadra, che in passato andava “a mille” improvvisamente si è ritrovata con il “freno tirato”.
E in queste ore, visti anche i commenti di “osservatori esterni” interessati a marginalizzare probabilmente la nostra Comunità, si può dire che evidentemente faceva comodo ed era funzionale questo modo di procedere.
Non riuscirei ad essere esaustivo nel ripercorrere le tante vicende verificatesi in questi mesi, ma devo ancora sottolineare la totale non partecipazione alla delicata fase istruttoria endoprocedimentale della ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato approvato lo scorso agosto 2019, l’approvazione di provvedimenti ed atti spesso nati d’imperio e sui quali si è dovuto ritornare con correttivi e aggiusti, il continuo rincorrere procedimenti ed atti, spesso non conosciuti neanche dai componenti della giunta comunale, e figli di estemporanee ed improvvise iniziative, insomma un “non metodo” che nel corso dei mesi è, di fatto, diventato “metodo”.
Mi dispiace sottolineare che tutto ciò è stato evidente e reso noto, in particolare dal mese di gennaio a venerdì scorso, ma nessuna verifica seria è stata messa in atto da chi aveva ruolo, funzione e responsabilità a capo dell’Amministrazione, un lassismo ed un’immotivata volontà di sottrarsi al confronto e all’analisi politico amministrativa per la definizione di una condivisa strategia.
Il tutto ulteriormente aggravatosi nella fase emergenziale del Covid-19.
Abbiamo svolto il nostro ruolo di consiglieri comunali, non solo io, tra tante difficoltà e a volte con imbarazzanti esclusioni e incomprensioni, che mi hanno costretto ad un graduale allontanamento senza che io abbia fatto venire meno il mio voto e la mia disponibilità al confronto ed alla ricerca della condivisione, continuamente ignorata ed evitata.
Un’azione priva di significato, anonima e spesso dannosa per la nostra Città, di cui volenti o nolenti siamo stati partecipi e per questo chiedo scusa.
Abbiamo sottoscritto le nostre dimissioni dalla carica, da cui la contestuale decadenza dell’ex Sindaco, per rimediare ad una situazione che si era ormai irrimediabilmente strutturata, con nostra sincera meraviglia, come inaccettabile e dannosa.
Io, certamente, ho appreso dalla stampa affermazioni come quelle di “inaccettabili compromessi” a cui si sarebbe dovuta sottrarre l’ex Sindaco, affermazioni gravi ed offensive per tutta la sua ex maggioranza, che nella quasi totalità l’ha sfiduciata. Comprendo certamente lo stato d’animo, ma ancora una volta non andrei a ricercare fantasmi nel buio, ma chiarezza e presa di coscienza su quello che si è determinato, prendendo atto di una “responsabilità propria e diretta”.
Ci sottoporremo al giudizio popolare con serenità e rispetto. Sono in campo per dare il mio contributo con chi vorrà confrontarsi e illustrare la propria proposta di governo per la Città.
Un ringraziamento sincero ai tanti amministratori e politici che in questi dodici mesi non hanno fatto mai mancare l’attenzione per la nostra Città, in maniera disinteressata, sollecitando momenti di confronto e il nostro coinvolgimento in azioni strategiche e di sviluppo; un ringraziamento affettuoso anche per la vicinanza dimostrata in queste ore.
A livello politico-partitico, ritengo, in tutta onestà, ingenerose e gratuite talune esternazioni a mezzo stampa/social di queste ore. Spesso abbondantemente farcite, e me ne dispiace, di astio e rancore. Tese, in via prioritaria, a delegittimarmi e, al contempo, a fomentare ben poco nobili bramosie e mire, benché sapientemente ammantate di idealità e pregevoli fini.
Sono tuttavia sereno e, come mia abitudine, rispettoso delle altrui opinioni, ma anche, mi sarà consentito, impegnato a contrastare assurde e strumentali “prese di posizioni” il cui obiettivo, da sempre, oltre la fisiologica e democratica competizione politica, è, per veemenza e avversione, la mia persona. La cosa umanamente mi rammarica. È noto che nei giudizi affrettati e sommari prevalgano la rabbia e il livore rispetto alla verità dei fatti che, peraltro, si presume di avere in tasca. Tocca tuttavia al tempo, noto galantuomo, disvelare il velo delle ipocrisie, delle appartenenze autentiche o farlocche e delle presunte coerenze. Basta solo avere la necessaria pazienza. Virtù sempre più rara.
Carmine Valentino

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