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Il top al mondo degli scienziati? Ha origini irpine

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Lo scienziato numero uno al mondo in tempi di Covid? Il top fra epidemiologi, infettivologi e medici impegnati nella prima linea anti-Coronavirus?
Ebbene, in vetta alla classica planetaria vi è un luminare di origini italiane. Avellinesi, per la precisione.
Si tratta di Anthony Fauci, immunologo Usa che, nelle ultime settimane, è stato chiamato da super Donald Trump a far parte della task force di scienziati creata proprio alla scopo di studiare soluzioni in chiave anti-virus.
Ma Fauci non è certo scoperta di queste ore: il suo volto e la sua competenza sono legati, ad esempio, alla ricerca contro l’Aids nonchè alle vesti di capo del “National Institute of Allergy and Infectious Diseases” o di membro della “National Academy of Science”, della “American Academy of Arts and Sciences”, dello “Institute of Medicine”, della “American Philosophical Society” e di una marea di altre sigle e associazioni.
“Roba”, in ogni caso, da olimpo della scienza.

Ebbene, ad eleggere Fauci come number one, è stato “Scopus“, database, vera e propria bibbia della scienza, creato nel 2004 dalla casa editrice Elsevier.
Scopus redige la sua “classifica” sulla base di parametri quali prestigio e attendibilità alimentati da titoli accademici, pubblicazioni scientifiche, citazioni.
Nella ultima graduatoria, come detto, Fauci svetta con un punteggio di 174. Nella graduatoria anche Alberto Mantovani dell’Humanitas (167), Giuseppe Remuzzi del “Mario Negri” (158), Luciano Gattinoni (84) dell’Università di Gottingen.
Poi, con un buon piazzamento, Paolo Ascierto (63), Giuseppe Ippolito dello “Spallanzani” (61), Giovanni Rezza (59) dell’Istituto Superiore di Sanità e Massimo Galli (51) del Sacco di Milano.
Prossimi alla sufficienza Ilaria Capua (48) ed insufficienza, invece, per Walter Ricciardi (39).
Male-male Roberto Burioni (26), Maria Rita Gismondo (22) – si, proprio colei che aveva battezzato il Coronavirus come una banale influenza – il numero dell’Iss Silvio Brusaferro (21) – braccio destro del nostro Governo – Fabrizio Pregliasco ed il candidato Nobel partenopeo Giulio Tarro (10).

Ma si diceva di Fauci. Nato a New York, il luminare ha i nonni paterni siciliani mentre i nonni materni erano, lei, di Napoli e, lui, invece, di Atripalda. Si chiamava Giovanni Abys ed era un artista, in particolar modo noto per la pittura di paesaggi ed affermato design grafico per etichette commerciali, quali quelle da applicare su lattine di olio d’oliva. 

Quindi, alla fine del Novecento, un transatlantico, al pari di tanti altri connazionali, lo portò, con la moglie, alla ricerca di nuove speranze.

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