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Covid, M5S “La Regione chiarisca gli interventi nel Sannio”

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Nota stampa Mario Damiano, Giuseppina De Mizio, Marianna Farese, Orazio Gerardo, Bartolomeo Laudando, Francesca Maio, Anna Maria Mollica, Sabrina Ricciardi, Danila De Lucia, Pasquale Maglione

In queste settimane stiamo facendo della concretezza il faro della nostra azione politica. Siamo intervenuti per chiedere l’autorizzazione a effettuare i test sui tamponi presso il Rummo e da lunedì ciò è diventato possibile.

Abbiamo chiesto l’estensione dei test a tutti gli operatori sanitari dell’AO San Pio che, con nota della direzione generale del 31, è diventata operativa.

Grazie a un rapporto costruttivo con l’Asl abbiamo sollecitato, e gradualmente si sta realizzando, l’estensione della somministrazione a tutte le strutture di cura e assistenza presenti sul territorio e a tutti coloro che lavorano a contatto con il pubblico, a partire sempre dagli operatori sanitari.

Nell’affrontare questa emergenza l’Asl Benevento e L’Ao San Pio stanno compiendo tutti gli sforzi possibili, anche grazie all’aiuto dei loro dipendenti e dei tanti cittadini che stanno dimostrando una enorme generosità. Ora però la Regione deve fare la sua parte. 
De Luca ci dica quindi quanti soldi intende investire in Provincia di Benevento, quanto personale sanitario in supporto ci verrà inviato e su quali strutture ospedaliere intende investire per fronteggiare una eventuale acuirsi dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Non serve promuovere l’apertura di questa o quella struttura creando inutili aspettative se non si ha piena contezza di ciò che la Regione intende realizzare nel Sannio.

Per questo motivo abbiamo scritto direttamente al Presidente De Luca e al Presidente della Conferenza dei Sindaci Clemente Mastella affinché il primo ci dia le risposte alle domande poste, e il secondo, in qualità di rappresentante dei Sindaci sanniti, collabori per evitare che ancora una volta la provincia di Benevento venga dimenticata dalla Regione.

In questo momento non ci sono appartenenze se non quella relativa alla nostra terra e quindi ognuno deve fare la parte che gli compete.

Infine, e sempre in uno spirito di collaborazione fattiva, ci rivolgiamo all’Asl affinché avvii in tempi celeri il progetto pilota Usca che prevede l’arrivo di medici volontari a casa per fare i tamponi e la sorveglianza ai positivi al Coronavirus non gravi che sono in quarantena. Alla stessa ASL, inoltre, chiediamo di valutare anche la possibilità di adottare misure di screening come quella adottata dalla Asl Na 2 Nord che prevede la somministrazione del tampone in modalità drive-in senza scendere dall’auto per i pazienti a cui, previa consultazione telefonica, si è optato per effettuare il test.

In questo modo si ottimizzano l’utilizzo delle risorse sia umane che di dispositivi di protezione e al contempo si consente di aumentare di molto la capacità di screening.

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