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Una dottoressa di Bucciano nell’inferno di Bergamo

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Il 4 novembre la dottoressa Milena Iuliano, 30 anni, originaria di Bucciano, ove tuttora ha la residenza, laureata in Medicina e Chirurgia nel 2018, ha cominciato a lavorare con un contratto di collaborazione presso il Pronto soccorso di Bergamo Est, comprendente Seriate, Lovere ed Alzano Lombardo, diretto dal Primario Angelo Mercieri.

Questo, presso la struttura bergamasca, è il secondo lavoro per la Iuliano: il primo, a pochi mesi dalla Laurea, era stato, infatti, quale Dirigente Medico presso la Casa Circondariale di Massa Marittima.

Comprensibilmente, alla firma del contratto presso l’Asl bergamasca, la dottotessa Iuliano era felicissima, sebbene Bergamo sia parecchio distante dal Sannio: era, però, la concretizzazione di un sogno di una vita dopo i sacrifici di anni sui libri.

D’altra parte, il Coronavirus Covid-19, in quel momento, ancora non si era presentato in Italia: di certo, ancora nemmeno c’era quella stessa sigla, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità solo molti giorni dopo quel 4 novembre 2019.

Sta di fatto che, d’improvviso, la stessa si è trovata proprio al centro di una vera e propria tempesta, insieme a tanti altri Operatori della Sanità bergamasca, lombarda, italiana.

Ora, il Presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, aderendo alla proposta formulata dal suo omologo della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, ha partecipato il 31 scorso alle ore 12 al minuto di silenzio e raccoglimento, davanti alle Bandiere a mezz’asta, per le Vittime della pandemia: lo ha fatto sia con il pensiero rivolto agli oltre 12.000 italiani che non ci sono più, compresi gli Operatori della Sanità, uno dei quali, cittadino di Solopaca, è stata la prima vittima sannita di Covid-19, sia per dire in qualche modo “grazie” ai medici e agli infermieri in prima linea in questa “guerra”.

Ma il pensiero di Di Maria è andato, in particolare, ad uno dei tanti “cervelli in fuga” dal Sannio, e cioè proprio alla giovane dottoressa. E questo perché questa Operatrice sanitaria, in servizio da pochi giorni prima dello “scoppio della guerra” al Pronto Soccorso di un Ospedale bergamasco, è figlia di un funzionario della Provincia di Benevento, in servizio presso la Rocca dei Rettori, il monumento che è sede istituzionale dell’Ente, e di una funzionaria della Prefettura, la cui sede insiste proprio accanto alla prima.

Non so dire quanti siano i medici e gli infermieri sanniti che, in questo momento, stanno lavorando al Nord, nelle aree più colpite dal virus; immagino, però, siano davvero molti, e stanno dando prova, come i loro Colleghi rimasti nel Sannio, di grande senso di responsabilità, di coraggio, di abnegazione e di spirito di sacrificio, -ha detto Di Maria, che ha aggiunto.

La vicenda, però, della dottoressa Iuliano mi ha molto colpito, anche perché il suo papà è uno stretto Collaboratore della Presidenza della Provincia. Abbraccio forte idealmente la dott.ssa Iuliano, ringraziandola per quanto fa tutti i giorni, così come abbraccio il papà e la mamma. Vorrei prendere la dottoressa Iuliano quasi a simbolo di tutti gli Operatori della sanità del Sannio, cioé di quei medici ed infermieri sanniti che stanno combattendo questa battaglia sia nella mia Provincia sia molto lontano dalla terra natìa e li ringrazio, tutti, per quanto stanno facendo. Così come abbraccio forte il Collega Gafforelli, che prendo a simbolo di tutti i cittadini di quella Provincia bergamasca che stanno sopportando in misura terribile”.

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