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Arpaia, sanificazione “sperpero denaro”

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Nota Comune Arpaia

Alla luce della recente situazione di emergenza legata alle misure di contenimento per il rischio di diffusione del coronavirus e a seguito delle incessanti pressioni che arrivano dalla cittadinanza volte a stimolare azioni di disinfezione e sanificazione delle strade e delle piazze del nostro paese, è importante precisare e rendere partecipe la Comunità di alcune importanti posizioni assunte da questa Amministrazione nel merito di tali interventi.

Considerando le modalità ufficiali di contagio del virus (saliva, tosse, contatto diretto), così come riportato sul sito del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore della Sanità, la migliore misure di prevenzione resta, senza dubbio, la totale assenza di contatti sociali e, quindi, la limitazione delle uscite da casa se non per motivi di primaria necessità, così come previsto dalle disposizioni regionali e della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Gli interventi di sanificazione e disinfezione delle strade pubbliche, dei marciapiedi e delle piazze, non trovano, partendo da questa considerazione, un razionale considerando che il virus non si diffonde nell’ambiente, ma al massimo permane, per poche ore, sulle superfici entrate in contatto con persone infette. In questa ottica è stata, di fatto, disposta la chiusura di tutte le strutture pubbliche in capo al comune (cimitero, scuole, casa comunale e parchi verdi) nonché vietata l’apertura anche di luoghi di incontro come circoli e/o associazioni.

Il principale vettore di contagio e diffusione del virus resta pertanto l’uomo. Studi recenti in merito ad altre possibilità di contagio non hanno rivelato alcuna altra fonte se non quella
umana. Riviste autorevoli come Science ed il Washington Post, hanno evidenziato
l’inefficacia dei trattamenti di disinfezione evidenziando, addirittura, come lo zelante utilizzo dei prodotti a base di candeggina o diluite con ipoclorito di sodio possa
determinare, soprattutto per gli operatori, una irritazione delle mucose ed esporre ad
ulteriori problemi respiratori. Inoltre, la candeggina stessa va incontro a distruzione alla luce ultravioletta e l’esposizione alle superfici esterne del Coronavirus potrebbe già essere
limitata : nessuno va in giro a leccare alberi o marciapiedi!

Sulla base di quanto espresso troviamo,pertanto, un inutile dispendio e sperpero di danaro
pubblico la programmazione di interventi di sanificazione di luoghi aperti, non esistendo
alcuna evidenza scientifica che questi riducano il rischio di contagio e di diffusione del
COVID19. Inoltre, alla data odierna, non si riscontrano direttive ministeriali o regionali che impongano e/o suggeriscano alle Amministrazioni comunali di predisporre azioni di questo tipo. Stiamo, invece, considerando la possibilità, resa difficile al momento per le ben note indisponibilità dei fornitori, di provvedere ad un approvvigionamento di mascherine da fornire alla popolazione.

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