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Valle Caudina, l’autunno caldo del lavoro

Valle Caudina, l’autunno caldo del lavoro
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E’ un autunno decisamente caldo, quello che si sta vivendo anche nel territorio caudino, per quel che riguarda la qustione lavoro. In una terra che ancora non ha sanato le ferite della riconversione airolana, nuovi e diversi sono i fronti aperti a minacciare la stabilità di almeno un paio di centinaia di famiglie. Dura la situazione a Montesarchio dove la sorte occupazionale di 44 lavoratori della Moccia è appesa a un filo: a muoversi anche il Comune che ha promosso una seduta consiliare dedicata oltre ad agire, in diverse sedi, attraverso il diretto impegno del sindaco Franco Damiano. Qualche manciata di chilometri di distanza, in quel di Airola, vive il caso di nove dipendenti della piattaforma GS Carrefour ancora non reintegrati nelle rispettive posizioni lavorative dopo tanto di sentenza del Tribunale del lavoro. Ferite brucianti, come detto, su una pelle ancora non sanatasi dalle scelleratezze degli investimenti industriali “tessili”. Senza dimenticare, sempre con riferimento alla realtà airolana, la crisi-Radici tappeti. A Sant’Agata de Goti, poi, l’eterna vicenda Centro medico Erre: vi è un Piano di salvataggio in essere che dovrebbe portare all’ingresso in azionariato della Neuromed ma anche al sacrificio di quasi il 30% dei lavoratori. Prospettive non allegre, e questo è il paradosso, in un contesto territoriale che – tra storia, sapori e paesaggio – avrebbe tutti gli argomenti per vivere, anche in modo egregio, di turismo. Eco e culturale

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