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Cervinara | Ordinanze e divieti. Il commento…

Cervinara | Ordinanze e divieti. Il commento…
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Un’ordinanza del sindaco, a seguito di segnalazioni di alcuni cittadini, vieta di giocare a pallone in piazza Elena a Ferrari pena pesanti multe.
Il dibattito sui social non si è fatto attendere. Riceviamo e pubblichiamo una considerazione di una nostra lettrice.

“La mia libertà finisce dove inizia la tua” frase che risuona nella mia mente da un po’ di giorni. Eppure sembra che questo concetto apparentemente così semplice non sia ben chiaro a tutti. La musica troppo alta nel centro, gli schiamazzi notturni in tutto il paese e ora il divieto di giocare con il pallone in Piazza Regina Elena. Ecco se l’inquinamento acustico è effettivamente un problema, magari risolvibile, anche se ormai è troppo tardi, vietare il gioco ai bambini è paradossale. Spesso sono a contatto con i bambini, ho imparato ad apprezzare le capacità di ognuno di loro dal più timido al più estroverso ma tutti sono uguali sul gioco e sullo svago, nell’era digitale preservare chi ancora gioca con un pallone è di vitale importanza. Nel mio concetto ideale forse utopico, ognuno dovrebbe impegnarsi nel suo piccolo per costruire un paese civile, anche lasciando che i bambini posso divertirsi liberamente. Avrei una lista infinita di cose da recriminare ma se per ognuna di queste mi rivolgessi alle autorità (premettendo che ho molto rispetto per le autorità e per l’amministrazione comunale) un paese intero resterebbe bloccato in un vortice di divieti. Prendo spunto da questo ed esorto invece la cittadinanza a cercare di evitare di parcheggiate fuori posto, a evitate di urlare di notte nei centri abitati, a raccogliere le feci dei propri cani dalle strade, a non occupare i parcheggi dei disabili, a tenere la musica ad volume accettabile,a rispettare i segnali stradali, a non lanciare dai finestrini delle proprie auto qualsiasi tipo di rifiuto, a rispettare la raccolta differenziata, a lasciar giocare dei bambini con un pallone dove anche io ho passato gli anni della mia infanzia, ad essere semplicemente più civili verso il prossimo nella misura in cui ognuno possa soddisfare le proprie esigenze, sempre rispettosamente. Esorto infine le autorità stesse a provvedere legalmente quando tutto ciò non viene rispettato. Apparentemente sembra contraddittorio ciò che affermo ma se l’ignoranza intesa come non conoscenza prevale è chiaro che chi di dovere deve intervenire. Quelli che ho elencato sono solo alcuni esempi, fra i più banali, ma neanche troppo, tutti gesti che ognuno di noi con il minimo sforzo può compiere. L’uomo in quanto tale si differenzia dalle bestie perché dotato di intelletto ha tutte le capacità per poter controllare se stesso senza dover vivere in un regime di divieti. È l’appello, se così si può definire, di una cittadina giovane che crede nelle potenzialità del suo paese e dei suoi abitanti, che è legata a questi luoghi, che mai si sognerebbe di togliere la libertà al prossimo sempre nel massimo del rispetto e della civiltà. Queste parole scritte di getto resteranno sicuramente fra le tante di questi giorni, fra quelli che hanno qualche anno in più di me ci sarà sicuramente chi storcerà il naso, da sognatrice però spero che possano arrivare alla coscienza di qualcuno soprattutto fra i più giovani, siamo noi il futuro di questo paese, sono i bambini che nei caldi pomeriggi estivi corrono e giocano nelle nostre meravigliose piazze. “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano” (Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupéry )

Anna Marchese

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