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Montesarchio shock: avvelenata cagnetta gravida

Montesarchio shock: avvelenata cagnetta gravida
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Ha destato rabbia e commozione nell’ambiente degli animalisti, ma si spera anche presso una platea più vasta, l’ennesimo episodio di violenza consumatosi a danno di randagi. L’ultima vittima della serie è una cagnetta che usava aggirarsi per le vie della cittadina, in particolare per via Borghetelle, in compagnia di una amica a quattro zampe. Una coppia di bastardini mansueta, di piccola taglia. Esemplari che non potevano destare preoccupazione e pericolo. Una delle due cagnoline è stata rinvenuta in stato di forte sofferenza a causa della somministrazione, con tutta evidenza volontaria, di veleno. La bestiola, dopo le immaginabili sofferenze, è quasi immediatamente deceduta. Un caso come tanti. Anzi no. La cagnetta, infatti, era gravida. E si vedeva. Chi ha ammazzato lei ha ammazzato anche i cuccioli che portava in grembo. Una azione barbara e volontaria rispetto alla quale merita di essere citato quanto previsto in materia dalla disciplina penale “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale.” Si confida nell’azione degli inquirenti, magari anche con l’eventuale sostegno della videosorveglianza. 

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