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Rapina a Montesarchio, c’è un arresto I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

Rapina a Montesarchio, c’è un arresto I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE
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Nella mattinata odierna, ad esito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, i Carabinieri della Compagnia di Montesarchio e del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Benevento hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere , emessa dal Gip del Tribunale di Benevento, nei confronti di un 49enne di Tocco Caudio, per rapina, omicidio preterintenzionale e porto in luogo pubblico di pistola. Le complesse attività di indagine sono state avviate a seguito della rapina in abitazione verificatasi il 10 Aprile in danno dei fratelli Angela Parente, 85enne, e Giovannandrea, 83enne di Montesarchio, nel corso della quale quest’ultimo veniva colpito alla testa decedendo presso l’ospedale Rummo il 25 Aprile per “insufficienza multiorgano in soggetto con imponenti lesioni encefaliche di natura traumatica”. I militari dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Benevento, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, in concorso con un 26enne di Montesarchio, sulla base delle dichiarazioni rese dalla vittima e da alcuni testi, da attività tecniche e di intercettazione e da articolata e complessa analisi di dati investigativi che hanno consentito di ricostruire l’intera vicenda. In particolare, subito dopo la rapina le attività investigative si concentravano sul 26enne ritenuto il probabile autore dell’evento delittuoso in danno dei fratelli Parente e per tale motivo veniva raggiunto da un avviso di garanzia. fdop tale provvedimento sono state implementate le attività investigative e si riusciva a ricondurre la rapina perpetrata in concorso dal 26enne e dal 49enne, oggetto dell’odierna misura, grazie ad alcune testimonianze; un’attenta analisi del traffico telefonico delle utenze in uso agli indagati; dalle attività tecniche di intercettazione: e dall’esame dei tabulati telefonici e dal traffico veicolare. In seguito, la madre del 26enne denunciava la scomparsa del figlio, avvenuta nella notte del 2 Maggio con l’auto di sua proprietà; In data 4 Maggio, in Tocco Caudio, veniva rinvenuto un cadavere carbonizzato, non identificato, proprio all’interno del citato veicolo. Le attività di indagine successive consentivano di ricostruire i dettagli esecutivi, la dinamica e i ruoli avuti dai due soggetti nella rapina e la causa della morte dell’anziana vittima. Dalle dichiarazioni e da un’attenta analisi del traffico telefonico delle utenze in uso agli indagati; dall’esame dei tabulati telefonici e da altri accertamenti tecnici relativi all’autovettura poi incendiata si ricostruivano i momenti successivi alla esecuzione della rapina. L’autovettura utilizzata per la rapina in uso al 49enne rimaneva impantanata e successivamente recuperata. Si individuava con esattezza il luogo in cui ciò era avvenuto. Dalle attività di indagine emergeva che il 26enne, in seguito alla rapina, aveva incontrato, preoccupato, il complice 49enne e lo aveva informato di aver ricevuto la notifica dell’avviso di garanzia per la rapina ai danni degli anziani e aveva bisogno di denaro per le spese conseguenti al procedimento avviato. La consulenza medica, espletata a seguito dell’esame autoptico, ha fatto emergere chiari elementi di riscontro in merito alla circostanza che a determinare l’evento morte dell’85enne è stato il trauma cranico, cagionato dal pugno e dalla consequenziale caduta dell’anziata vittima. Il 49enne destinatario della misura, tra l’altro, risulta soggetto gravato da numerosissimi e gravi precedenti penali anche specifici, stabilmente radicato nel contesto criminale locale. A carico del 26enne non veniva richiesta alcuna misura cautelare, essendo altamente probabile che lo stesso sia deceduto, a seguito della scomparsa, atteso il rinvenimento sul Monte Taburno del cadavere carbonizzato all’interno dell’autovettura a lui in uso. Sul punto sono ancora incorso gli accertamenti tecnici. A termine delle attività, l’indagato, 49enne, è stato trasferito presso la casa circondariale di Napoli Secondigliano. Contestualmente i militari dell’Arma hanno proceduto a numerose perquisizioni domiciliari di iniziativa nella Valle Caudina e Vitulanese finalizzate alla ricerca di armi ed esplosivi, attese le plurime vicende criminose con uso delle armi verificatesi in tale territorio.

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