1. Home
  2. web
  3. ARTICOLI
  4. Uno straordinario debutto per il tenore Nicola Pisaniello: ARGIRIO, nell’opera Tancredi di Gioacchino Rossini ad Atene.
0

Uno straordinario debutto per il tenore Nicola Pisaniello: ARGIRIO, nell’opera Tancredi di Gioacchino Rossini ad Atene.

Uno straordinario debutto per il tenore Nicola Pisaniello: ARGIRIO, nell’opera Tancredi di Gioacchino Rossini ad Atene.
0
0

Un’importante sfida quella del tenore Nicola Pisaniello alle prese con il debutto di un ruolo assai impegnativo per la corda del tenore, ARGIRIO, nell’opera Tancredi di Gioacchino Rossini. Lo spettacolo sarà allestito presso il palazzo della televisione greca in Atene e andrà in scena il prossimo 18 maggio con replica il 20, l’opera sarà trasmessa in diretta radio/televisiva Europea.
Un appuntamento importante per Pisaniello che amplia il corredo operistico assurgendo a un nuovo ruolo scritto dal cigno pesarese che pensava alle voci di elevata estensione senza risparmi di agilità e acrobazie ,affidando loro anche accenti eroici e drammatici nelle composizioni “serie” come il Tancredi. L’ opera ambientata nella Siracusa del IX secolo narra della lotta contro i Saraceni che stringono d’assedio la città. Argirio è il gran signore della città che pur di salvare il proprio territorio dal colpo nemico ,promette sua figlia Amenaide sposa di Orbazzano appartenente a fazione politica opposta.. Sarà però l’amato Tancredi a difendere con eroico onore l’amata Amenaide e il suo territorio, combattendo sul campo e perdendo la propria vita tra le braccia della sventurata donna. L’opera tratta dall’omonima tragedia di Voltaire sembra ripercorrere le analoghe preoccupazioni europee del nostro tempo, in un commisto di interesse politico e economico ove gli attacchi dei diversi popoli minacciano impetuosi la quiete..
Nicola Pisaniello, una vocalità dalle straordinarie caratteristiche, per la considerevole estensione e agilità granitica come pochi nel mondo dell’opera dei giorni nostri.
Un numero primo che per grado tecnico e autentica personalità ha fatto spesso discutere di sé suscitando profondo interesse e curiosità nelle maestranze e dando non poco filo da torcere a colleghi ormai di rango che hanno interpretato ruoli del belcanto.
Pisaniello per certi versi è considerato il restauratore della vocalità belcantistica, le riprese delle cabalette spesso con variazioni, la cura di melismi come i trilli, gruppetti, acciaccature sembrano rimarcare il saggio detto di Giuseppe Verdi che soleva ripetere “Tornate all’antico e sarà un progresso“.
Pisaniello però non è solo questo, presenta anche una vasta gamma di colori nella morbida e ampia pasta di voce… la sua unicità è spiegata da un fatto innegabile: mentre oggi tendenzialmente si vogliono collocare le voci in repertori unici, Nicola, “il tenore dell’Irpinia“, ha cantato dalla settecentesca Canterina di Haydn passando per Mozart e Rossini fino ai romantici Ismaele nel Nabucco e Manrico nel Trovatore.
Strano ma vero… questo può spiegare la straordinarietà della duttilità psicologica del nostro artista. E allora vogliamo chiederci: quanti e quali artisti nella grande storia della vocalità operistica a partire dalle sacre colonne come Beniamino Gigli, Aureliano Pertile, Tito Schipa fino a Pavarotti, Carreras, Domingo (pur stupendi nei loro ruoli) han fatto un tale percorso? Con documenti alla mano, sembra proprio nessuno…
Pisaniello dunque ha un repertorio? Sì, più di uno. Di base presenta una bella voce lirica ma con agilità, ampiezza, colori bruniti da un lato e chiari e lucenti dall’altra… È il caso dunque di coniare un termine: “Voce assoluta.”
Questa è ormai storia…

 

sponsor
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: