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San Martino | San Palerio e Sant’Equizio venerati dal 1164

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Il vescovo Guglielmo consacrò nel 30 luglio 1167 la chiesa sotto il titolo di S. Palerio vescovo Telesino nel territorio di S. Martino Valle Caudina, oggi comune della nostra provincia, come sappiamo da una antica lapida invenuta a caso tra’ rottami di tale chiesa nel 1712, come ci assicura il Rossi nel Catalogo De’ Vescovi di Telese pubblicato in Napoli nel 1827. Dalla stessa rilevasi che il prelato accordò l’indulgenza di 40 giorni a tutti que’ fedeli che visitassero la descritta chiesa nel dì anniversario della sua dedicazione. Il che fa vedere senza dubbio la celebrità delle pastorali virtù del santo, e di cui dovea conservarsi ancor viva la tradizione presso degl’Irpini, che nella sua emigrazione gli aveano dato ricetto, con la bella sorte di ritenerne poi le spoglie; come pure l’immensa calca di divoti accorsa alla pia cerimonia. Ecco le parole della lapida:

CAL. AUG. ANNUALIS EST  DEDICATIO HUIUS ECCLESIAE POENITENTIBUS CUM VENIA XL DIERUM AD HONOREM DEI, ET SANCTI PALERII EPISCOPI PER MANUS W. (WILIELMI) AVELLINI EPISCOPI CONSECRATA IN ANN. DOM. M.C.LXVII. INDICT. XV. FUNDATA REVELATIONE, DIVINA PER MARANDUM NOTA… IN PRAEDIO SUO.

Sappiamo poi dall’altra tratta dagli stessi avanzi portante la data del 17 dicembre 1164, cioè tre anni prima della detta consacrazione, che anche nella medesima chiesa venner riposte le preziosissime salme tanto del lodato S. Palerio, quanto del suo ben degno compagno S. Equizio; e ciò dietro la rivelazione ricevuta dal Marando, di cui è parola nella prima lapida del luogo ove esse riposavano sepolte; trovando noi quella che è in disamina similmente riportata dal Rossi nel suo catalogo:

HIC REQUIESCIT CORPUS SANCTI PALERII TELESINI EPISCOPI CUM SANCTO EQUITIO SOCIO SUO PER EUM REVELATU… IN ANNO DOMINI M.C.LXIIII. XVI. CALENDAS JANUARII  (*)

(*) Si venerano oggi i due cennati corpi di S. Palerio e S. Equizio nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista dello stesso comune di S. Martino Valle Caudina, propriamente sotto l’altare massimo, e chiusi e collocati in una cassa di piombo dal cardinale arcivescovo di Benevento fra Vincenzo Maria Orsini, come dagli atti, e tale solenne ultima tumulazione, avuta luogo nel 5 marzo 1713; venendo anche le due loro clavicole donate dal detto Ordinario diocesano, alla propria chiesa metropolitana. I vescovi Telesini intanto, professando sin d’allora una profonda venerazione al loro santo predecessore singolarmente, non han desistito mai sempre di promuoverne il pubblico culto nella loro diocesi; toccando a monsignor Vincenzo Lupoli, insigne letterato e giureconsulto napolitano, il venire a capo finalmente di sì bramato intento. Si recò egli in Benevento nel giugno del 1792, ed ivi impegnò talmente la pietà del cardinale arcivescovo Banditi suo amico, che ottenne dalla surriferita Sacra Congregazione de’ riti nel 1793, non solo la celebrazione delle rispettive festività di S. Palerio e S. Equizio, la prima nel 16 giugno, e l’altra nel 18 dell’istesso mese in ciascun anno; ma anche i loro uffizii tanto nella ripetuta archidiocesi beneventana, quanto nelle diocesi di Telese e Cerreto; formando pure due statue de’ santi medesimi, che colle loro reliquie le trasportò processionalmente il dì 5 novembre 1797.

a cura di Angelo Marchese

(Storia della cattedra di Avellino e de’ suoi pastori con brevi notizie de’ Metropolitani della Chiesa di Benevento – di G. Zigarelli)

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