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LA POLITICA IN SALA RAGGI di Goffredo Covino.

LA POLITICA IN SALA RAGGI di Goffredo Covino.
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goffredo1Allora, procediamo per ordine: Brexit, Trump, 60 a 40 per il refe…renzum, fritture di pesce andate a male, Berlusconi riesumato, Mattarella (sempre più uguale ad Andreotti e a Belotti) esecutore ecc..
Beh, sarà pure un anno bisesto (a proposito, un affettuoso pensiero ai terremotati) ma qui c’è urgente bisogno di uno screening, anzi di una radiografia ad horas. Si tratta di capire perchè puntualmente i sondaggisti fanno figuracce, perchè non si riesce a rompere il binomio potere-corruzione e perchè l’antisistema diventa sistema. La politica italiana è malinconicamente davanti ad una stanza dove campeggia minacciosa la scritta SALA RAGGI, metafora basata sui protagonisti di una vicenda strana. Perchè la Raggi si è fidata di tante persone che le stanno creando unicamente danno? Mi riesce difficile pensare ad una scelta razionale e cinica rispetto alla squadra di collaboratori, lei neofita del potere, lei neofita della corruzione ( e riecco il binomio..). Perchè Sala ha ricevuto un avviso di garanzia in merito all’Expo di Milano in veste di massimo referente dell’evento e si autosospende poi in veste di sindaco della città? Sala è il potere ? Sala è la corruzione? Anche qui, mi riesce difficile pensare ad un suicidio politico. E allora, cosa fare, in attesa che dalla SALA RAGGI emergano radiografie vere circa lo stato della politica italiana? Azzardo un’ipotesi. Urge intensificare le terapie d’urto, a cominciare dal ruolo di Cantone, chiamato a furor di popolo a garantire e a fronteggiare la metastasi del malaffare. Non mi risultano grandiosi risultati ottenuti dalla struttura a lui affidata. Analogamente, le forze dello Stato, per definizione chiamate a contrastare il fenomeno, non mi risultano tanto in linea con l’azione della Magistratura: spesso si assiste, con il pericolo di una sorta di assuefazione rispetto alla discrasia, ad un dialogo tra sordi. Banalizzo ed esemplifico: il poliziotto acchiappa il delinquente, il magistrato lo libera. Chi sbaglia? Qui non c’è più da discutere: uno dei due. Uno troppo solerte, l’altro troppo burocratizzato o prigioniero delle leggi. Il poliziotto, quindi, ha una visione diversa dell’ordine costituito, per cui deve essere formato in altro modo. Idem per il magistrato. E che Stato è questo? Non ci resta che allontanarci dalla SALA RAGGI, perchè le radiazioni potrebbero essere nocive. Ergo, ingrossiamo il partito degli astensionisti, quello sì il primo partito in Italia.   Buon Natale
Goffredo Covino

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