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Il Musicista di San Silvestro di Goffredo Covino.

Il Musicista di San Silvestro di Goffredo Covino.
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goffredo1Questa sera intendo salutare i colleghi che si apprestano a vivere il cenone di Capodanno stando dall’altra parte, cioè dalla parte che DEVE ( per contratto) divertire, animare, sorridere, intrattenere.E’ il ruolo del musicista di S.Silvestro; un ruolo affascinante, unico, forse invidiato; un ruolo che non consente malumore, problematiche interiori ed esteriori e così via. Il musicista della notte di S.Silvestro non ha alibi: o è capace di trasmettere la giusta euforia per un’occasione speciale, quale appunto l’evento di fine anno, o non deve essere lì, sulla pedana sopraelevata brandendo una chitarra o premendo sui tasti di un pianoforte.FACCI DIVERTIRE è il categorico invito.Allo scoccare della mezzanotte, dopo aver adempiuto al tristissimo cerimoniale dello scambio di auguri con il collega batterista ( mentre i tuoi familiari lo fanno, a casa, e senza di te), parte il tormentone-standars:uno, due, tre quattro “trenini”; tonnellate di latino-americano, balli di gruppo che durano fino allo sfinimento fisico delle signore ingabbiate in abiti dalla taglia 2 volte inferiore a quella solita, l’immancabile tarantella e, madre di tutti i balli, il micidiale limbo.Sì. proprio il limbo, quello che è affidato al sadismo di chi mette l’asticella sempre più in basso e che provoca ( 98 volte su 100) figuracce inenarrabili in chi si cimenta con un esercizio mica da ridere.Verso le 2/ 2,30 ( mentre il sorriso “da contratto” del musicista comincia a perdere lo smalto…), ecco la conquista del microfono da parte del solito cretino convinto di avere una bella voce e del solito gruppo, altrettanto cretino, di amici e amiche che si improvvisano coristi. A quel punto, il musicista può anche scomparire, partire per Dubai, giocare a tressette con gli altri dell’orchestra o a nascondino nel locale: non serve più. O meglio, così sembra, perchè verso le 4/4,30 si vede avanzare verso la pedana, ormai lasciata libera dopo la quarta esibizione di “Perdere l’amore” ( dedicata puntualmente ad una donna che non si era mai accorta di essere amata dal soggetto canterino…), la coppia attempata che rimprovera il musicista: ” Ma comm’è, nun avit fatt manc ‘na mazurca o ‘ nu varzetiell o ‘ nu tang argentin ?” . Quella coppia ha pagato lo strafogatorio come gli altri ed è, perciò, legittimata a pretendere, nulla quaestio.Alle 6/6,15 il musicista di S.Silvestro capisce che l’interlocuzione con il pubblico è terminata, sciacqua ‘ e cardarell ( cioè sistema lo strumento), passa all’incasso e comincia a vedere davanti a sè unicamente il letto di casa, le ciabatte, il pigiama di flanella e la caffettiera. Non vede altro, è in catalessi, mentre si impegna con l’auto nella tremenda gimkana che lo vede capace di evitare bidet, sanitari, materassi, piatti, persino frigoriferi, divani, sedie,residui di botte a muro,mazzi di scarole non utilizzati, qualche suocera…: insomma, il classico armamentario vomitato dai palazzi. Davvero un saluto affettuoso e corporativo al musicista di S.Silvestro!!

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